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12 volte Silvia. Una storia di arte e di vita

16 Marzo 2017
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Arte e letteratura condividono la stessa finalità, ovvero la libera espressione di un artista, sia essa quella di uno scrittore o di un  pittore e se da un lato le emozioni vengono evocate dalle parole, dall’altro il mezzo per fare ciò è il pennello. Queste due discipline artistiche si incontrano a metà strada, e si esaltano grazie al teatro nel testo “The Sylvia” di Philip St.John, per la prima volta tradotto in Italia da Carolina Migli Bateson con il titolo 12 volte Silvia e messo in scena dalla compagnia NoveTeatro.

Lo spettacolo, presentato in prima assoluta nell’aprile 2016, andrà in scena sabato 18 marzo alle ore 21.00 al Teatro Piccolo Orologio e sarà, per così dire, un nuovo debutto. Infatti, sul palcoscenico di via Massenet, accanto a Eva Martucci e Carolina Migli Bateson saliranno due nuovi attori, Fabrizio Croci e Mariano Arenella. Lo spettacolo, con la regia di Domenico Ammendola si presenta dunque in una veste rinnovata – nei suoi protagonisti – ma con la stessa voglia ironica, pungente e a tratti grottesca di riflettere sulla strumentalizzazione della figura femminile.

La pièce racconta la storia di un pittore, Barry, e della sua musa, Silvia. Barry, dopo un grande successo iniziale avuto grazie a 12 quadri che ritraevano Silvia in vari aspetti, sposa Silvia e si ritirano in campagna. In seguito affrontano alcune difficoltà economiche dat​e dal calo di popolarità di lui e cadono in un vortice che porta ​al logoramento della coppia.

Nel testo Silvia viene strumentalizzata da tutti gli altri personaggi in maniera più o meno consapevole e spietata. «Il rimando ad Allen Jones, scultore e artista pop britannico che fece scandalo negli anni ‘70 con la sua donna fatta a tavolino, è stato immediato – spiega il regista Domenico Ammendola – Allen ha fondato la sua poetica sull’oggettificazione della donna ed è stato un precursore perché, attraverso la sua arte, individuò già dagli anni ’60 questo come un problema della società e di civiltà. L’immagine che Allen dà della donna, di conseguenza, mi sembrava assolutamente in linea col personaggio di Barry e la sua arte. In verità è lo stesso Barry che fomenta la strumentalizzazione della donna, pur dichiarandosi contrario».

La tessitura dei dialoghi di St.John’s ricorda invece i silenzi e le pause del grande drammaturgo Harold Pinter.
L’autore Philip St John ha vinto nel 2011 il premio internazionale Forum con “Maxine”, la sua prima opera portata a Manila nel 2013 come rappresentante europeo del festival mondiale del teatro. “The Sylvia” è stato l’evento di punta del festival nazionale irlandese nel 2013 ed è stato acclamato da pubblico e critica con la​ menzione “miglior drammaturgia degli ultimi cinque anni, un ritorno alla grande drammaturgia punk fine anni 70 inizio anni 80”.

NOVETEARO è un centro teatrale fondato nel 2007 da un gruppo di professionisti dello spettacolo, tra cui Domenico Ammendola, Carlotta Ghizzoni, Lorenzo Baldini, cui si è aggiunto Gabriele Tesauri, direttore artistico dal 2014. Oggi NoveTeatro è un ente di produzione di spettacoli di prosa con un’attenzione particolare alla drammaturgia contemporanea, in particolare a quella anglosassone, progetto che si concretizza nel 2013 con la collaborazione con la Gaiety School of Acting di Dublino e nel 2015 con la collaborazione con la University College of London.

Lo spettacolo è stato inserito all’interno dell’iniziativa “Trecentrosessantacinque giorni donna 2017” il ricco calendario di eventi ed incontri del 2017 promosso dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, in collaborazione con associazioni ed enti del territorio.

Informazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com – www.mamimo.it

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