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7 Opere di Misericordia

29 Maggio 2013
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Video installazione interattiva di Massimiliano Galliani e Michelangelo Galliani
a cura di Omar Galliani
Sezione Off della Fotografia Europea
Piazza Casotti, Reggio Emilia
3-4-5 maggio, 10-11-12 maggio, 18 maggio ore 17.30-23

 

L’opera trae ispirazione dal capolavoro del Caravaggio (dipinto nel 1606-07, per la Chiesa del Pio Monte della Misericordia di Napoli) nella quale la Madonna, circondata dalla luce e dagli Angeli, osserva dal cielo l’uomo compiere le sette opere di Misericordia, tutte e sette insieme nella loro simultaneità di tempo, luogo e spazio.

Ma le 7 azioni nel dipinto dove sono?
Nella donna che allatta il vecchio si riconoscono: il “dar da mangiare agli affamati” e il “visitare i carcerati“. Caravaggio ha fatto ricorso per questa azione a personaggi leggendari: Cimone e Pero. La storia è riportata nel nono libro di una raccolta redatta dallo storico romano Valerio Massimo che raccoglie gli “Atti e detti memorabili degli antichi romani” e cita l’episodio come un grande gesto di pietà filiale ed onorabilità romana.
Nel personaggio che si disseta con l’acqua che sgorga dalla mascella d’asino, si riconosce il “dar da bere agli assetati“. Lui è Sansone, personaggio biblico. “Sansone bevve, il suo spirito si rianimò, ed egli riprese vita”. (Imprese di Sansone contro i Filistei).
Nel giovane dal cappello piumato che divide il suo mantello con l’ignudo e si rivolge al personaggio accasciato, riconosciamo San Martino e il “vestire gli ignudi e curare gli infermi“, con un riferimento all’agiografia popolare. Il cappello piumato non è però indice di una condizione nobiliare del personaggio, ma è ancora una volta un personaggio di estrazione popolare ripresa dai dipinti del periodo romano del Caravaggio.
Nell’oste che indica l’alloggio ai due pellegrini, riconosciamo il “dare ospitalità ai pellegrini“. Anche qui c’è riferimento ad un personaggio dell’agiografia popolare, Jacopo di Compostella.
Nel becchino e nel diacono con la torcia che va ripetendo l’ufficio dei morti, riconosciamo il “seppellire i morti“.

Il tutto portato al 2013, con un video nel quale il visitatore, il fruitore dell’opera che accede alla visione, viene portato a mettersi di fronte alla luce troppo forte per vedere la proiezione e, interpretando la figura di Maria crea uno schermo alla luce permettendo così agli altri visitatori di godere del video.
L’affondo e la scena di oggi è nel bianco di una stanza vuota e s’invera nella sottrazione della luce attraverso un impulso mosso dal corpo e dall’anima di chi lo attraversa per un istante…sarai aureola e Madonna orante tra la luce del quarzo e il nuovo sipario dei 7 istanti di fede. L’istante di Michelangelo e Massimiliano riaccende un tempo che lega il 1606 al 2013, timer senza fine di altrettante fedi sospese, di raffinate tradizioni e tecnologie infinite. cit Omar Galliani.

 

Da vedere. Durata: 8 minuti
con: Samantha Carapezzi, Angelo Soccetti, Marco Petacchi, Diego Bertani, Michelangelo Galliani e Massimiliano Galliani
musiche: Stoop
produzione: cromaKinema

www.cromakinema.com

 

 

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