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Il Club per l’Unesco di Reggio Emilia ha il piacere rendere noto questo “ricordo “ del socio Gianfranco Tirelli sulla eminente figura di Gualtiero Marchesi, grande maestro e divulgatore della cucina italiana che spesso ha portato le giurie internazionali della cultura gastronomica patrocinate dall’Unesco ad assegnare  premi e riconoscimenti all’Italia

Ho conosciuto il Maestro Gualtiero Marchesi attraverso i suoi libri e personalmente da ospite pagante al Marchesino in Piazza della Scala, in Alma a Colorno ed in occasione della presentazione di alcune sue iniziative e, sebbene immeritatamente, mi permetto un affettuoso ricordo.
Gualtiero Marchesi nasce a Milano a Porta Vittoria in casa, come usava allora, il 19 marzo 1930 in una stanza dell’albergo ristorante Mercato gestito dai suoi genitori o, come raccontava lui, “sono stato scodellato in una capace casseruola di rame imbottita di panni morbidi”. Frequenta le scuole milanesi e poi la scuola alberghiera in svizzera rientra a Milano dove inizia la carriera di cuoco, prima nel ristorante di famiglia e poi in diversi importanti locali della città.
Negli anni 60 alcuni cuochi francesi, pochi in verità, iniziano una rivisitazione della cousine per renderla più consona al tempo, nel rispetto di quanto affermato nel 1907 dal grande Maestro Auguste Escoffier “Invece di copiare semplicemente le ricette dobbiamo percorrere strade nuove che portino a nuovi metodi di lavoro, in base al vivere dei nostri tempi”.
In Francia, ma anche in Italia, la cucina era rimasta in arretrato ed il mestiere di cuoco veniva spesso esercitato da persone che seguivano pedissequamente gli insegnamenti ricevuti in famiglia, con ottiche quindi ristrette e limitate al territorio. L’aggravante per l’Italia e che ogni famiglia aveva ed ha le proprie tradizioni e che ogni campanile stabiliva e ancora stabilisce importanti differenziazioni nella preparazione dello stesso piatto.
Gli anni 60 risentivano ancora del periodo bellico e della fame patita in quei tempi, con l’aggiunta che le persone in carne o grasse venivano considerate ricche o molto benestanti e quindi da invidiare.  Da tutto questo derivava il piatto pieno ed abbondante che chiunque si presentasse in una trattoria o in un ristorante si aspettava di ricevere: la quantità dominava su tutto, la qualità era un optional.
Gualtiero Marchesi mollò tutto e andò in Francia a lavorare come ospite in diversi ristoranti e per otto mesi nella cucina dei fratelli Troisgros per affinare con loro le tecniche di cottura dei cibi ed anche la presentazione dei piatti, partecipando e contribuendo alla nascita della “Nouvelle cousine”.
Erano concetti nuovi poiché tendevano a destruttare un piatto per ricostruirlo, ponendo in evidenza i diversi sapori in modo tale che fossero “leggibili” al palato, il tutto unito da una presentazione di tipo artistico, tesa a presentare un piatto bello e alleggerito, quindi più digeribile.
Era un’idea nuova che cambiava il ruolo del cuoco, che non era più solo un preparatore di cibo, ma un creatore di piatti adatti ad una clientela esigente in grado di capire questo nuovo modo di fare cucina e che si sedeva a tavola non per ingozzarsi, ma per trarre sensazioni piacevoli già dalla presentazione del piatto e poi dalla degustazione dei componenti la cui armonia deve donare al palato sensazioni uniche ogni volta.
Indispensabile in questo nuovo modo di cucinare è la qualità delle materie prime, la conoscenza approfondita delle stesse e delle loro stagionalità, i tempi di cottura di ogni singolo componente, la ricerca continua della perfezione ed un metodo di lavoro altamente professionale, il tutto unito alla conoscenza dei piatti della tradizione italiana e meneghina in particolare.
Il Maestro non era solo un grandissimo cuoco molto severo con se stesso, ma anche con tutte le persone che lavoravano con lui, era anche un grande amante della musica, amore coltivato in gioventù nello studio del pianoforte, forse più per amore della sua insegnante, Antonietta Cassisa, che per capacità, tanto è vero che alla fine la sposò e fu la sua compagna per tutta la vita. La sua morte fu un duro colpo alla salute già minata del Maestro.
Il Maestro lascia una grande eredità in tutte le persone che hanno frequentato le sue “scuole”, ha insegnato tanto, ha aiutato molti cuochi a diventare Chef, ha seminato a piene mani l’amore per lo studio, la ricerca, l’innovazione e l’estrema necessità di amare il bello in tutte le sue forme e di essere sempre affamati di sapere, conoscere, vedere.
Il Maestro Gualtiero Marchesi ha insegnato a tutti che fare cucina non è semplicemente produrre un piatto, ma la creatività e la cultura dello chef possono trasformare il cibo in un’opera d’arte.
Grazie Maestro per gli insegnamenti trasmessi a tanti giovani cuochi, che continueranno a lavorare nel solco da lei disegnato, un posto speciale per lei ci sarà sempre nella mente e nel cuore di chi, in qualunque modo l’ha conosciuta: grazie ancora.
Gianfranco Tirelli
31 dicembre 2017

 

11 dicembre 2017:
Celebrazione del 69° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Alla fine del convegno, verso le ore 18.30, ci porteremo dalle parti del Teatro Ariosto dove, dalle ore 19.30 presso il Ristorante Trattoria Sipario, situato nello stesso teatro, Viale A. Allegri 1, avrà luogo la cena sociale con il seguente menù: antipasto con gnocco e affettati, tortelli verdi al burro, con soffritto, assaggi di coniglio arrosto e stracotto di guanciale con patate arrosto, torte della casa e caffè. Acqua e vino: Lambrusco (frizzante), Merlot (fermo). Costo a persona concordato con il ristoratore € 28.00. Alla fine, scambio degli auguri per le prossime festività.Per necessità organizzative si prega confermare la partecipazione alla cena a: V. Montanari (333-6632057) – vm.clubunescore@gmail.com P. Davolio (339-2283264) paola.davolio.m@gmail.com entro giovedì 7 dicembre 2017.

 

La cultura come fondamento della Pace

Negli ultimi anni siamo stati testimoni di una nuova consapevolezza, ovvero che la cultura gioca un ruolo importantissimo per la sicurezza e la Pace. Per la prima volta nella storia una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (la Risoluzione 2347, adottata all’unanimità) prende in esame le varie minacce al patrimonio culturale. Un altro evento fondamentale è stata l’incarcerazione il 27 settembre 2016, e la condanna a nove anni di prigionia, dell’estremista islamico Ahmad Al Mahdi per la deliberata distruzione dei monumenti storici religiosi di Timbuktu (Mali).

Questi fatti sono indicativi di uno sviluppo senza precedenti, che è anche il risultato delle azioni dell’UNESCO e che dimostra che l’uso di forze armate non è sufficiente a combattere le minacce che derivano dall’ignoranza e da una lettura fallace della storia.

La battaglia contro gli estremismi violenti deve essere condotta tramite la cultura e l’educazione.

Il Centro per l’UNESCO di Torino, come di consueto, ha redatto una versione ridotta del Corriere UNESCO (v. allegato) che include: copertina, la traduzione in italiano dell’editoriale, l’indice, le “Pubblicazioni” e i “Contributors” in lingua inglese.

La versione integrale del Corriere è scaricabile gratuitamente da questo link nelle 7 lingue ufficiali dell’Organizzazione (inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, cinese e portoghese).

Siete tutti invitati alla lettura e alla condivisione. Buona lettura!

Clicca sull’immagine per scaricare il pdf

Il Corriere dell’UNESCO n. 3 – ottobre/dicembre 2017

 

Prof.ssa Maria Paola Azzario

Presidente Federazione Italiana dei Club e Centri per l’UNESCO (FICLU)

 

Il Club per l’Unesco di Reggio Emilia e Anteas propongono una vista guidata alla mostra
Pubblicità! La nascita della comunicazione moderna 1890-1957

 

C’è sempre meno acqua. Si va in cerca di soluzioni
La siccità e le prospettive dell’Appennino nel convegno di Cervarezza
(pubblichiamo l’articolo di Laura Pasotti, apparso sulla Gazzetta di Reggio)

Offrire spunti di riflessione, approfondimento e lavoro concreto sul cammino della Riserva Mab Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano. È l’obiettivo del Convegno di studi “Se manca l’acqua manca il futuro: problemi e prospettive” che si è tenuto il 28 ottobre, al Centro servizi “Teresa Romei Correggi” di Cervarezza. «Nel 2016 ,nel concludere a Carpineti il convegno sulla Riserva, avevamo preannunciato che l’iniziativa si sarebbe ripetuta in modo itinerante nei comuni interessati dell’Appennino – racconta Luigi Bottazzi, presidente del Club per l’ Unesco di Reggio Emilia -.
Lo spirito è quello che caratterizza le associazioni di volontariato culturale come la nostra che, com’ è noto, non hanno poteri gestionali né possibilità di intervento amministrativo, finanziario o politico ma possono coltivare idee, promuovere riflessioni tecnico-scientifiche, valorizzare occasioni di studio e confronto, con il coinvolgimento non solo delle istituzioni ma di quei famosi corpi sociali di cui parla l’ articolo 3 della Costituzione».
Nel giugno 2015 l’Appennino Tosco Emiliano è entrato a far parte della Rete delle riserve Mab (Man and biosphere) Unesco. Tra gli obiettivi della Riserva, oltre a quelli di conservazione dell’equilibrio tra uomo e biosfera, tutela della biodiversità, difesa delle produzioni agroalimentari di qualità, promozione del turismo sostenibile, sostegno all’ agricoltura di montagna, ci sono anche il contrasto del dissesto idrogeologico e il monitoraggio dei cambiamenti climatici.
E sono proprio questi ultimi al centro del convegno di oggi, in cui si parlerà del futuro dell’ acqua alla luce dell’ andamento climatico del 2017. Ma qual è la situazione in Appennino? «In passato l’Appennino reggiano è stato favorito da abbondante piovosità – continua Bottazzi -.
Poi quest’anno l’inaspettata siccità». Da settembre 2016 a settembre 2017 sono scesi 220-250 mm di pioggia, poco più del 25% della media del passato. «Vista questa situazione, bisognerà correre ai ripari precisa il presidente.
Ad esempio ripensando alla grande diga di Vetto, a uno sbarramento più contenuto della Stretta delle Gazze e a una rete di piccoli e medi invasi. Resta poi il problema delle perdite nei tubi, della manutenzione, della riorganizzazione di enti e uffici che si occupano di acqua».
Rispetto alla Riserva, Bottazzi sottolinea la necessità di «mettere al più presto in funzione gli organismi preposti alla gestione e alla conduzione», ovvero l’Ufficio del Mab, il Comitato di gestione nominato due anni dopo il riconoscimento della Riserva, i quattro Forum permanenti e l’ Assemblea consultiva permanente.
Laura Pasotti

 

Sabato 28 ottobre 2017, il Club Unesco di Reggio Emilia invita tutti al convegno sul tema dell’acqua e della Ricerva MAB Unesco dell’Appennino

 

Sabato 14 ottobre 2017 alle ore 16.00, nella sala conferenze del chiostro del Convento della B.V. della Ghiara in corso Garibaldi n. 44 (g.c.), la Sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi terrà la seduta di apertura dell’anno accademico con il seguente ordine del giorno:
–  Comunicazioni della Presidenza
– Padre Cesare Antonelli (Priore della Comunità della B.V. della Ghiara): Indirizzo di saluto
– Filippo Silvestro: Carlo Bononi detto il Bonone (Ferrara 1569-1632) nella Basilica della madonna della Ghiara in Reggio Emilia
– Giovanni Costi: Pietà popolare e risvolti sociali, a Reggio, dal 1878 al 1943

Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia
corso Garibaldi n. 59 – 42121 Reggio Emilia
Per informazioni: tel.  0522.440150 – mail: deputazionereggioemilia@gmail.com

 

 

Martedì 13 giugno, ore 17.30, alla Libreria All’Arco di Reggio Emilia, la giornalista Paola Brianti presenterà il suo romanzo “FuoriStagione”: la storia di una donna che si trova a dover fare i conti col suo passato, senza voler arrendersi alla forza brutale del tempo. Sarà l’incontro con un vecchio amico a scatenare tutto, in una Roma capricciosa e vivace.

Nata a Fontanellato (PR) e residente a Roma, Paola Brianti si è laureata in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi sul teatro americano contemporaneo. Giornalista professionista, ha iniziato giovanissima con la Gazzetta di Parma. A Roma è subito entrata nella redazione di “Concretezza”, rivista politica diretta da Giulio Andreotti. Assunta in RAI, ha operato come sceneggiatrice e produttrice. All’inizio degli anni Settanta viene inviata dal settimanale “l’Europeo” in Cina, dove incontra più volte il ministro Zhou En Lai. Negli anni Settanta e Ottanta è inviata da “Il Tempo” di Roma nel Medio ed Estremo Oriente. Alla fine degli anni Ottanta viene inviata dal quotidiano “Il Giorno” in Africa, India, Sri Lanka, Libano, Pakistan, Turchia. Per il quotidiano milanese ha svolto anche servizi di corrispondente di guerra nel corso degli 8 anni del conflitto Iraq-Iran, da entrambi i fronti. Ha intervistato, fra gli altri, Norodom Sihanouk re di Cambogia, re Hussein di Giordania, Arafat, Gheddafi, Tarek Aziz, Assad di Siria, re Hassan del Marocco, Sadat d’Egitto e ha incontrato Saddam Hussein e Khomeini. In carriera ha anche vinto il concorso “La donna si racconta”, promosso dalla Presidenza della Repubblica. Nel 2000 ha assunto la direzione del mensile di politica e cultura “Enne Effe”. Nel 2005 è stata eletta Consigliere regionale della Regione Lazio. Al Consiglio Regionale, è stata presidente della Commissione per gli Affari esteri e comunitari. “FuoriStagione” è il suo secondo romanzo.

L’incontro vedrà la partecipazione di Luigi Bottazzi (Club per l’UNESCO di Reggio Emilia) e Vanina Cocchi (giornalista).

 

 

Pubblichaimo notizia di questa interessante mostra fotografica La Ferrovia nel paesaggio della bonifica, che inaugurerà sabato 18 marzo 2017 e sarà visitabile fino al 30 aprile.

 

In occasione dla “Giornata della Cultura Ebraica”, Giuseppe Spadoni, storico dilettante e socio del Club Unesco di Reggio Emilia, ci ha inviato le immagini di alcune pagine (la copertina e la pagine 3) di un libretto scritto dalla prof. Alberta Sacerdoti sulle vicissitudini della propria famiglia a seguito delle leggi razziali e dei successivi avvenimenti. L’opera si sviluppa su 25 pagine. Chi fosse interessato a ricevere l’intero volumetto in formato PDF può scrivere alla redazione info@ottoperotto.org

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Nei più grossi store di libri online
(oppure può essere richiesto alla libreria del Centro Leonardo a Imola)
Le verità con le gambe storte” di Alessandro Casadio
Cari amici, dopo buona parte del cammin della mia vita, ho pensato di scrivere un romanzo,
che raccolga un po’ delle cose da me imparate lungo questo tragitto e che contiene, quindi,
un po’ di cose vere e un po’ inventate

Copertina

 

Dal febbraio 2015 in tutte le librerie
L’ESIGENZA DI UNIRMI OGNI VOLTA CON TE di Tonino Zangardi
Il romanzo da cui è tratto il film omonimo, prossimamente nelle sale,
con Claudia Gerini e Marco Bocci
scarica il comunicato

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