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Ribalta nazionale per Fontanesi

16 Gennaio 2017
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Domenica scorsa Vittorio Sgarbi ha dedicato la pagina della sua rubrica settimanale, su Il Giornale, al pittore reggiano Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818-Torino 1882), dove campeggiava “La solitudine” dei Musei Civici di Reggio Emilia. Da lui definita “tra le più emblematiche della piena maturità…. ci dà la piena misura dell’anima colma di angoscia della donna al centro di una natura torva e minacciosa, nell’avvicendarsi di giorni e notti sempre uguali”.
Una considerazione d’obbligo: l’opera reggiana è dello stesso periodo di un altro quadro celebre del Fontanesi “Aprile”, (1873) con quel paesaggio irreale e con quell’albero scheletrico, dove si intravede
una nuvola che nasconde il sole. Molte volte, nei miei saggi, ho citato Mario Soldati nel contributo nel 1932 nell’Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Gentile. Soldati è stato ripreso anche da Sgarbi nel suo intervento domenicale. Scrive Soldati nel 1932 : “Attraverso l’opera del Fontanesi s’intravvede benissimo quale sia stata la vita-ansiosa, tragica, devastata appunto da quella brama d’infinito e chiusa in un’erma tristezza-vita caratteristica di grande romantico”.
Di seguito una mia scoperta apparsa su ReggioStoria e pubblicata sul mio sito www.filipposilvestro.com “Ritrovato il disegno preparatorio del quadro di proprietà della Galleria d’Arte Moderna di Torino-Sole fra le nubi al tramonto”.
Ho rintracciato nella mostra “Incontro con la pittura reggiana dell’Ottocento e primo Novecento” alla Galleria d’arte Zamboni in Reggio Emilia alla fine del 2002, un disegno di Antonio Fontanesi.
Il disegno è inventariato nello schedario DR. 4050/Rep.Gen. con il titolo Chioma d’albero all’orizzonte, matita carboncino e biacca su carta grigia con sfumature paglierine di cm.37,1 x 25,6.
(foto n.1)
E’ dedicato con scritta speculare “Al mio caro Edoardo Covino/Ricordo di Antonio Fontanesi/G.Piumati”.
Il disegno è accompagnato dall’attribuzione ad Antonio Fontanesi a firma Angelo Dragone che scrive: “Del carattere del disegno a tratti anche incrociati e per la sua provenienza ne confermo i riconoscibili modi fontanesiani, ne attesto l’essenziale qualità grafica e i valori chiaroscurali”.
Dalla comparazione del disegno Chioma d’albero all’orizzonte con il quadro Sole fra le nubi al tramonto (foto n.2) si evince che l’opera ritrovata alla Galleria Zamboni ed ora in collezione privata non è altro che il disegno preparatorio per l’olio di Fontanesi che si trova presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino.
Il quadro Sole fra le nubi al tramonto è inventariato al n.692, olio su cartone di cm.37,4 x 27,7, datato circa 1856-60 e proviene dal legato dell’Avv. Giovanni Camerana del 1905.La maggior parte
dei molti studi e bozzetti del Museo Civico di Torino del legato Camerana, oltre 500 opere, non portavano titolo e in occasione della mostra del cinquantenario del 1932 furono identificati,misurati,
titolati e catalogati.
L’opera venne esposta alla mostra del 1932 a Torino alla Galleria d’Arte Moderna ed è richiamata nell’elenco della rassegna nel catalogo di Marziano Bernardi, sotto l’egida dell’allora direttore del Museo, Vittorio Viale, Antonio Fontanesi 1818-1882 a cura dei Municipi di
Torino e Reggio Emilia.
Il quadro è esposto nella Sala Quarta al n.91 assieme ad altre opere del legato Camerana; nel catalogo della mostra non è riprodotto ed un funzionario del Museo ci riferisce che il quadro è rimasto nei magazzini sicuramente dal 1982 ad oggi.
L’unica immagine dell’opera è una riproduzione a colori nel volume del 1967 con l’insostituibile ed importante saggio di Andreina Griseri Il paesaggio nella pittura piemontese dell’Ottocento.
Il quadro è riprodotto alla tavola XXI con il titolo Sole fra le nubi al tramonto, olio su carta incollata su cartone, cm.24,5×37-Torino Museo Civico – e non viene precisata la data dell’opera.
La nuova datazione dell’opera Aver rintracciato il disegno Chioma d’albero all’orizzonte ed averlo potuto paragonarlo al quadro Sole fra le nubi al tramonto, grazie alla fotografia ritrovata
nel volume della Griseri, ci permette oltre alla comparazione delle due opere, di posticipare la data dell’esecuzione dell’olio del Museo torinese.
La dedica del disegno testimonia che lo stesso era nelle mani di Giovanni Piumati (vedi riquadro) uno dei migliori allievi di Fontanesi.
Pensiamo che il disegno sia stato donato dal maestro all’allievo in segno di stima e di amicizia. Nel volume del 1901 di Mario Calderini dedicato a Fontanesi
campeggia più volte la definizione data da Leonardo della pittura: “La pittura è una poesia che si vede”. Scrive Calderini: ”Il suo allievo G.Piumati, poi leonardista insigne e appassionato,ricordava
il suo entusiasmo nel sentire citare la nota definizione di Leonardo”.
Ricordiamo che dal 1869 Antonio Fontanesi viene affidata la cattedra di Paesaggio all’Accademia di Torino e tra i suoi allievi vi è Giovanni Piumati oltre a Marco Calderini,Amedeo Ghesio,
Riccardo Pasquini, Antonio Fornasero, Carlo Stratta ed altri. Fontanesi conduce spesso gli allievi a dipingere dal vero nella periferia di Torino, nei campi di Vanchiglia, in un delta tra la Dora e il Po,
in una grande cascina subito dopo la barriera daziaria con la cappelletta barocca del 1600, le strade dei pioppi e le sinuosità dei ruscelli.
Rosanna Maggio Serra nel saggio Antonio Fontanesi pittore paesista,un artista italiano in Europa, nel volume edito in occasione della mostra torinese del 1997, scrive: “Agli allievi torinesi che lo
sollecitavano ad esporre, egli rispondeva mostrando che il lavoro didattico non gliene lasciava la possibilità.Ed effettivamente, insegnante da sempre, egli aveva un particolare talento per la comunicazione e un grande scrupolo di guidare gli allievi non soltanto nell’apprendimento delle tecniche, ma anche nello sviluppo della loro sensibilità”.

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