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ART DECO, GLI ANNI RUGGENTI IN ITALIA

10 Marzo 2017
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Tanti i simboli di questa incredibile rassegna a Forlì dedicata agli anni Venti e Trenta del secolo scorso.

All’ingresso del Museo di San Domenico la mano di Gio Ponti e la Wally di Alberto Martini.

In copertina del ponderoso catalogo, come Forlì ci ha abituato, il Manifesto della Turandot, litografia del 1926, di Leopoldo Metlicovitz.

Un’altra immagine simbolo, per me, è il ritratto di Matteo Marangoni, olio su tela cm. 105×84, di Baccio Maria Bacci.. Data 1919 ed è una testimonianza importante della Storia dell’Arte italica : sono passati sei anni da quando il famoso critico d’arte Marangoni ha scoperto negli scantinati degli Uffizi, il Bacco di Caravaggio.

In quel ritratto, tramite Baccio,  vi è la rappresentazione e il passaggio di testimone della cultura fiorentina a cui l’autore si ispirava anche tramite Adolfo De Carolis ma soprattutto tramite Giovanni Costetti, reggiano, ma di adozione fiorentina. Nella scheda dell’opera, Monica Vinardi scrive : “L’opera è espressione del divenire della nuova estetica del Novecento toscano, tra recuperi cezaniani e volontà di ritorno all’ordine”.

La mostra di Forlì è spettacolare, con tantissime opere, tra quadri, sculture, ceramiche, disegni preparatori : c’è perfino una stanza “ricostruita” del Vittoriale con l’annessa Isotta Fraschini riadattata per il Vate !

Sono presenti tantissimi artisti, tra i quali ricordiamo Duilio Cambellotti, Libero Andreotti, Giacomo Balla, Amedeo Bocchi, Mario Cavaglieri, Edita Broglio, Anselmo Bucci, Guido Cadorin, Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati, Galileo Chini, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero, Antonio Donghi, Leonardo Dudreville, Ferruccio Ferrazzi, Achille Funi, Ubaldo Oppi, Tamara De Lempicka, Piero Marussig, Pietro Melandri, Marcello Nizzoli, Piero Portaluppi, RAM, Domenico Rambelli, Gino Rossi, Mario Tozzi e Adolfo Wildt.

Tutta l’arte italiana del secolo scorso, soprattutto quella degli “Anni ruggenti”, tra Venti e Trenta e qui ben rappresentata.

Un’opera interessante quella di Oscar Hermann Lamb, del 1933, in collezione privata, con un soggetto insolito, soprattutto per quegli anni è “La coppa verde”, olio su tela cm. 96×85.

Molto bello uno dei manifesti della rassegna la “Wally Toscanini” di Alberto Martini del 1925, pastello su carta cm. 131×204.

Tra le sculture di Arturo Martini ho scelto il “Ritratto del poeta Cechov” del 1921, in terracotta.

Art Deco ma anche Realismo Magico con opere di Antonio Donghi, qui la “Donna al caffè” del 1931.

Poi tantissime ceramiche, soprattutto quelle di Gio Ponti con “Gli amanti” e “La casa degli Efebi”, ceramica Richard Ginori del 1924.

Ponti scrive, nel 1939, un testo fondamentale “Le Arti in Italia” con Alessandro Pavolini.

Termino con un bel ritratto di Gabriele D’Annunzio, opera di Astolfo De Maria.

Tantissime opere in questa mostra forlinese che segna un altro punto per la comprensione dell’Arte Italiana dei primi anni del secolo scorso.

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