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Borderline : l’immigrazione in Inghilterra ai tempi della Tatcher

29 Novembre 2013
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Andrà in scena sabato 30 novembre alle ore 21 all’interno del Progetto Giovani Direzioni

Il Teatro Piccolo Orologio – MaMiMò in collaborazione con la Scuola Paolo Grassi di Milano sostiene i giovani artisti che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro teatrale

Reggio Emilia, 27 novembre – Dopo aver debuttato con ottime critiche al Festival Tramedautore 2013, in collaborazione con Outis e il Piccolo Teatro Grassi, Borderline arriva sul palcoscenico di via Massenet dove andrà in scena sabato 30 novembre alle ore 21.

Lo spettacolo parla della comunità pakistana in Inghilterra ai tempi di Margaret Thatcher quando il paese versava in una grave crisi economica. L’integrazione degli immigrati è il tema presentato non solo nel suo contesto razziale, ma come spunto per una più generale analisi della condizione e contraddizioni interne delle minoranze in Occidente. Il testo è ambientato nel sobborgo londinese di Southall, di forte presenza asiatica, nel momento in cui la comunità pakistana reagisce all’attacco della polizia, organizzando una protesta. Ne emerge il ritratto di una società multiculturale nel processo di un cambiamento epocale che rende Borderline un testo fortemente attuale.
In Borderline, ritroviamo dialoghi fra uomini e donne spesso separati da ideologia politica, religione ed età anagrafica, talvolta tesi e aspri, altre volte pieni di umorismo, che ci spingono a ripensare a questioni di grande urgenza e rilevanza per l’epoca in cui viviamo.
È un tema molto attuale anche per le questioni che la politica italiana sta affrontando in questo periodo perché si parla di immigrati di seconda generazione, di integrazione e delle difficoltà che si affrontano in questi processi sociali che stiamo vivendo.
Reggio Emilia rappresenta un punto centrale di queste vicende, capofila di campagne come “L’italia sono anche io”, e da poco inserita nel progetto “Safe” della comunità europea per uno scambio di esperienze “costruttive” fra amministrazioni in tema di immigrazione.
Proprio tenendo presente la realtà sociale del territorio e la forza degli argomenti trattati che il Centro Teatrale MaMiMò, ha deciso di inserire nella sua stagione questo spettacolo che, insieme a “Mi chiamo Aram e sono Italiano” di Grabriele Vacis e Aram Kian,(andrà in scena la settimana successiva, il 6 dicembre), pone l’attenzione e affronta queste importanti tematiche anche dal punto di vista artistico. Queste opere, che non si sottraggono dall’esigenza di trattare i temi “etnici”, lo fanno da una prospettiva interna, dove gli autori, Kureishi e Aram Kian, permettono di elaborare idee e visioni dei “problemi sociali” esaminati in una luce diversa che, nel “dibattito giornaliero”, non sempre si prende in esame.
Hanif Kureishi (1954- ) è un artista poliedrico, conosciuto a livello internazionale. Romanziere, sceneggiatore, saggista e drammaturgo, negli anni ottanta è stato fra i primi autori britannici a mettere a fuoco temi interculturali, nei suoi romanzi ma anche a teatro e al cinema. Tra le sue opere si segnalano i romanzi The Buddha of Suburbia (1990), The Black Album (1995); i film My Beautiful Laundrette (1985) e Intimacy (2001); I testi teatrali, The King and Me (1980), Borderline (1981) e Birds of Passage (1983).

Biglietti Borderline: 12€ e 10€.
Possibilità di acquistare il Percorso “Stranieri?” per vedere entrambi gli spettacoli ad un prezzo promozionale di 20€
Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it,
0522-383178 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e,
nei giorni di spettacolo, anche dalle 19:30 alle 21.

 

Borderline

 

 

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