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Caro Presidente Monti…

19 Novembre 2011
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Si avvicina il Natale e vedo già le mie figlie che stanno pensando cosa scrivere a Babbo Natale. Dovrò spiegar loro che la crisi globale c’è anche in Lapponia…
Io preferisco inviarne una al Presidente Monti.

“Caro Presidente Monti, la prima e grande battaglia da fare in Italia, è contro la burocrazia, il vero cancro che sta uccidendo il nostro Paese.

Sono Sindaco da due anni e mezzo in un piccolo Comune nel reggiano e come professione sono un imprenditore agricolo. In entrambe le esperienze, come imprenditore privato e imprenditore pubblico (perché questo è fare il sindaco) il mio nemico è la burocrazia. Una burocrazia che ha perso il buon senso e cerca, riuscendoci, di bloccare e rallentare qualsiasi scelta.

Un Sindaco in Italia se inizia un parcheggio (non un Palazzetto o una strada, un parcheggio!), rischia di dover fare due legislature. Un anno per decidere come e dove farlo e trovare i soldi, due per il progetto e le autorizzazioni e uno per i lavori. Ma non sempre tutto fila liscio…

Se un’azienda trova un settore di sviluppo, un’idea, tra: fare un progetto, farselo approvare in Comune, USL, ARPA, Sovrintendenza, Genio Civile per l’antisismica, trovare i soldi (con banche che finanziano solo chi i soldi li ha già) passano almeno due o tre anni, o più. Non so neanche quante siano oggi in totale le autorizzazioni. Ma il mercato è molto più veloce. Perché l’economia legata a Internet si sviluppa così velocemente? Semplice, è un settore con pochissima burocrazia. Fare un sito: qualche ora. Provate a fare un magazzino! Nella mia azienda ho costruito un piccolo macello: primo incontro in Comune 1996, inaugurazione nel 2003, il secolo successivo …

La soluzione? Decimare, non dimezzare, la burocrazia. 1 foglio ogni 10!! Per cominciare…  Le leggi ci sono già, non facciamone altre: o si eliminano o si modificano. Punto. E rivediamole finalizzate alla diminuzione della burocrazia. Se una legge aumenta la burocrazia, non può essere approvata. Se la diminuisce, bene. Lo stesso meccanismo della finanziabilità.

E la cosa subdola della Burocrazia è che utilizza motivazioni nobili. Due esempi macroscopici.

La Legge sulla Sicurezza del lavoro. Chi non è a favore della Sicurezza del lavoro? Nessuno. Il fine? Diminuire le morti sul lavoro, aumentando la sicurezza. L’effetto? Migliaia di corsi a pagamento, consulenti, carta e carta. Tutto in copia. Sia nel pubblico che nel privato. Con un decimo di carta, minimo, si diminuirebbero i costi senza incidere minimamente sulla sicurezza. Tra l’altro soldi che non vanno allo Stato, ma ad una pletora di consulenti, formatori, ditte specializzate, avvocati, commercialisti, notai, che si arricchiscono grazie alla burocrazia.

Così la legge antisismica. Chi non vorrebbe che tutti abitassimo in case che in caso di sisma restino in piedi?  L’effetto reale della legge? Aumento della burocrazia col blocco di tutti i lavori, delle case come dei muretti. E per valutare i progetti ci vogliono mesi. Come Comune dobbiamo fare una nuova Sede della protezione Civile, una costruzione prefabbricata in legno su una suoletta di cemento. Da mesi ferma in attesa del parere antisismico!!! L’edilizia oggi è in crisi anche per questa legge assurda.

Basterebbe una Legge: chi sbaglia paga. Fai un convitto non a norma? Vai in galera. Devi indossare il casco e i guanti? Se non li indossi multa. Punto. Non c’è bisogno di una nuova legge, di nuova carta. Perché è il funzionamento della giustizia l’arma decisiva per abbattere la burocrazia.

Il cittadino viene sempre visto come un delinquente dal pubblico, e l’imprenditore il più delinquente. E siccome in un paese di furbi nessuno paga mai, il burocrate inventa nuove norme, nuovi moduli, pensando così di ingabbiare finalmente il cittadino. Ma fare leggi per fermare i delinquenti è un errore, anche filologico. Perché chi segue le leggi sono gli onesti, che infatti vengono tartassati dalle leggi. Chi sta fuori dalla legge, se ne frega. E’ appunto un “fuori-legge”.

Le piccole imprese, i piccoli comuni, che sono la vera ossatura di questo paese, oggi sono strangolati dalla burocrazia. Mentre le grandi imprese, i grandi enti, le leggi le eludono o le fanno cambiare.

E non è vero che in Italia non ci sono più soldi:  vengono sprecati in una burocrazia inutile. Pensiamo solo al Censimento, che costa circa 500 milioni di costi diretti, ma almeno il triplo in totale. E l’ICI viene stimata in tre miliardi, il doppio del censimento!!  Ancora il Censimento, come ai tempi di Gesù a Betlemme, quando  bastava una seria indagine demoscopica!!!

La burocrazia, e la sua casta, sono il vero nemico dell’Italia, il vero nemico della politica. L’errore della politica degli ultimi anni è stata l’alleanza con questa burocrazia, che con un abbraccio mortale, l’ha  inglobata, soffocandola. Per questo è importante il ricambio, la “rottamazione”. Perché quando il politico nella macchina pubblica smette di rappresentare il cittadino e incomincia a sentirsi funzionario, il suo ruolo muore.

Spero che Lei faccia qualcosa.

Distinti saluti.

Mauro Bigi, Sindaco di Vezzano sul Crostolo”

 

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