*/?>
ruMORE

Collezioni d’arte e banche

24 Marzo 2017
Print Friendly, PDF & Email

Piacevole sorpresa la visita alla collezione d’arte della sede Unipol di Modena.
Non è facile imbattersi in collezioni artistiche che hanno una comune caratteristica, il territorio e la grande qualità delle opere esposte.
A corredo non poteva mancare un “guida” di eccezione: il professore Luciano Rivi.
Con Rivi ci accomuna, attraverso saggi, il volume “Immagini di pietra” edito nel 1999 in concomitanza dell’ultimo restauro delle statue del Teatro Municipale di Reggio Emilia.
Ebbene Rivi ha curato anche il catalogo, in due volumi, “Arte a Modena”, in collaborazione coi Musei Civici modenesi.
Il primo volume tratta degli artisti modenesi a cominciare da Giuseppe Pisani (Carrara 1757- Modena 1839). Tra i grandi artisti c’è Giuseppe Obici (Spilamberto 1807- Roma 1878) qui con un busto del “Principe Francesco d’Austria d’Este” del 1835 in marmo di Carrara.
Giuseppe Obici dovrebbe essere maggiormente considerato: è l’autore della statua della “Immacolata Concezione” che si trova in cima alla colonna eretta dall’architetto Luigi Poletti, a due passi da Piazza di Spagna a Roma.
In collegamento con questi personaggi modenesi ho scritto il saggio “Luigi Poletti e Adeodato Malatesta-Artisti reggiani e modenesi del ducato estense a Roma nella prima metà dell’Ottocento” in Bollettino storico reggiano, aprile 2007 e citato in bibliografia nei volumi della collezione Unipol.
In conferenza alla Deputazione reggiana avevo attribuito l’importante ritratto di Luigi Poletti, ritenuto di anonimo, ad Adeodato Malatesta.
Il ritratto è all’Accademia romana di San Luca, è un olio su tela cm. 0,91×0,74 datato 1839. Per tutti i particolari relativi all’attribuzione anche www.filipposilvestro.com alla voce “Il ritratto di Luigi Poletti dipinto da Malatesta”.
Per ritornare alla pregevole collezione d’arte Unipol, la parte da gigante la fa proprio Adeodato Malatesta (Modena 1806-1891) , grandissimo artista e direttore dell’Accademia modenese per tanti anni.
Un bellissimo ritratto giovanile, in clima romantico, è “Il folle”, del 1828, olio su tela cm. 428×32,8; a seguire il “Ritratto di arabo con fucile e barracano” del 1849 cm. 64×55, olio su tela.
Appena restaurata una “Madonna con Bambino” olio su tela di cm. 55,7×43,3. Questa Madonna si avvicina a quelle di Carlo Zatti (Brescello 1809-1899) come misi in evidenza nel saggio “La rivalità tra Adeodato Malatesta e Carlo Zatti” in Bollettino Storico Reggiano, luglio 1998.
Sempre di Malatesta un bel “San Giovannino” del 1838 cm. 114×83, olio su tela.
Un famoso dipinto di Adeodato è ai Musei Civici “La famiglia Malatesta” (1830-33, olio su tela cm. 153×115 ed il frutto degli insegnamenti fiorentini del Bezzuoli e di Pietro Benvenuti.
Tantissime le opere pregevoli della Collezioni: Giuseppe Graziosi e la sua amicizia con Ardengo Soffici, Giovanni Muzzioli fino al futurista Enrico Prampolini.
A parte le opere di Mario Vellani Marchi, poliedrico artista finito tra il Realismo Magico e il Novecento Italiano.
Termino con Ivo Soli e quel “Nudo di ragazza dormiente”, scultura del 1943 che fa il verso al più grande scultore del secolo scorso : Arturo Martini.

Share

Commenti chiusi.