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come nasce il rock, parte seconda

9 Gennaio 2012
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Abbiamo lasciato il sig Leo Fender alle prese con i suoi due nuovi modelli di chitarra elettrica la Telecaster e la Stratocaster, oggetti veramente innovativi rispetto alla tradizione liueteristica seguita dagli altri costruttori (vedo Gibson), notevole industrializzazione del lavoro componenti assemblati (manico avvitato!!!) e vernice alla nitro (come quella della macchine dell’epoca) quindi un prodotto concepito per un vasto pubblico anche nel prezzo.

Per poter dire se un qualunque prodotto industriale (perché quelle sono le Fender), anche se allora si trattava di una piccola azienda, è buono o meno bisogna sempre fare riferimento al gradimento del mercato, che sembra esserci stato essendo tutt’ora queste due chitare le più vendute del mercato musicale e forse quelle più amate e le più ICONICHE.

Si può proprio dire che entrambe secondo generi musicali diversi sono icone di questa musica, e del ROCK; ma ciò è dipeso dagli utilizzatori famosi, musicisti o ROCKSTAR, che ne hanno portato l’immagine negli occhi del grande pubblico ma soprattutto ai musicisti di qualunque tipi (professionisti, o solo amatori) che per imitazione e nelle vana (!!) speranza di avere il sound dei loro idoli hanno comprato questi modelli.

Non  è però che una grande e blasonata azienda (con decadi di storia alle spalle) come la Gibson, stesse a guardare, talché il loro nuovo modello di chitarra elettrica si chiama LES PAUL, e non caso il Sig Les Paul nel periodo (fine anni 50) era uno dei chitarristi più famosi e conosciuti e comunque virtuosi dello strumento (non ancora una rockstar) perché all’epoca non era ancora nato il concetto ma rappresentava quanto più di simile.

Già negli anni 50 si ricorreva alla personalizzazione del prodotto per dare allo stesso maggiore visibilità (questi modelli vengono chiamati signature); nel caso di specie è giusto ricordare che l’apporto del chitarrista Les Paul fù notevole per la creazione  e messa a punto del modello, che anch’esso ebbe subito un enorme successo. E doveroso ricordare, per chiarire la differenza con i modelli Fender che il prodotto Gibson è un prodotto di alta liuteria con minimi assemblaggi visibili e strumenti realizzati con legni di prima qualità si da produrre industrialmente ma comunque sempre con un obiettivo di qualità e prezzo superiore.

Anche in questo caso la chitarra è nata “bene”, talché oggi i chitarristi si dividono al 90 % tra Gibsoniani (Les Paul)  e Fenderisti (Stratocaster), la Telecaster in Europa è leggermente relegata ad un mercato di nicchia, ma in Usa è la indiscussa regina della musica Country, anzi senza di questa chitarra forse tale genere non sarebbe lo stesso.

Tuto ciò significa che i prodotti erano sicuramente progetti ottimi, ma quello che li ha resi indimenticabili sono stati i chitarristi Rock che ne hanno fatto la loro immagine, cito solo qualche esempio (popolare) per la Stratocaster, Eric Clapton con Blackie (padre ora anche di vari modelli a suon nome), e in passato Jimi Hendrix (che ha portato negli anni 70 la Stratocaster a divenire al chitarra iconica per eccellenza), per il Les Paul un certo Jimmi Page, meglio noto come il chitarrista di un gruppo inglese chiamato LED ZEPPELIN (e dico niente!!), ora un certo Slash già chitarrista dei Guns e Roses ultimo Guitar Hero; la lista per entrambe le chitarre  è infinita basta dare un occhiata alla rete e vedrete… Per dovere vanno indicate altre case produttrice di chitarre, meno diffuse, ma non per questo meno pregevoli e storiche (Grestsch, Rickenbacker ed Ephiphone) ma più di nicchia.

Nasce quindi l’accoppiata GUITAR HERO e strumento, e ciò significa l’idea su di suonare come lui (e sogni!!), e quindi la corsa di chitarristi a comprare, vendere cambiare e migliorare i propri strumenti, perché come dice una amico su queste pagine le “chitarre sono bellissime”, e purtroppo lo spirito e forte ma la carne è debole…, ed il portafoglio spesso vuoto!!

Se potrò vi racconteremo la passione per le chitarre d’epoca il suo fiorente mercato e della G.A.S. (guitar acqusition sindrome) acronimo americano che denota la “follia” del collezionista sfrenato.

 

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