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Due grandi mostre aprono l’autunno dell’arte

10 ottobre 2017
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La stagione artistica autunnale si apre con due grandi mostre: Milano Palazzo Reale, Caravaggio dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018, l’occasione la data di nascita del Merisi il 29 settembre 1571.
L’altro grande evento per ricordare il pittore ferrarese Carlo Bononi (1569-1632) a Ferrara, Palazzo dei Diamanti dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018.
La curatrice della mostra sul Caravaggio è la studiosa Rossella Vodret che dopo gli esa-mi e le indagini diagnostiche sulle venti opere presenti af- ferma ;”Sono emerse alcune costanti nelle modalità ese- cutive del Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti dagli strati di pittura sono affiorate una serie di imma- gini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dac- ché sono apparsi tratti di di- segno sulla preparazione chiara utilizzate nelle opere giovanili”.
Senza nulla togliere alla Vodret, mi piace segnalare il volume “Caravaggio, come nascono i capolavori” del 1991 a cura di Mina Gregori, con tante radiografie dei di- pinti del pittore.
A Ferrara si riabilita il Bo- none con una rassegna a cura di Giovanni Sassu, curatore dei Musei d’Arte Antica della città estense e di Francesca Cappelletti, docente di Storia dell’arte moderna dell’Uni- versità di Ferrara.
Una anteprima è stata fatta al Museo diocesano a Reggio Emilia presentando “L’An- nunciazione” della chiesa parrocchiale di Gualtieri.
E’ un olio su tela cm.286×196 datato da Volpe tra il 1597-98, nella scheda redatta da Nerio Artioli ed Elio Mon- ducci in “ I dipinti reggiani del Bonone e del Guercino”, Reggio Emilia 1982, è scritto: “Per quanto insomma la cosa sia sorprendente, dell’attività dell’Artista, tutt’altro che irrilevante anche solo sotto l’aspetto quan- titativo, non sono rimaste testimonianze se non dai suoi quarant’anni in su….forse il suo carattere schivo ed esigente lo ha costretto a una lunga e meticolosa preparazione prima di lanciarsi, consapevole di dover chiudere con dignità il ciclo della grande pittura ferrarese”.

Un’altra opera che i reggiani dovrebbero conoscere è il “San Sebastiano”, olio su tela cm. 250×160, 1623-24 nel Duomo di Reggio Emilia (5° cappella a sinistra), di fianco all’Assunta del Guercino e di fronte alla “Visitazione” di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino.
Scrivono Artioli e Monducci: “La composizione è semplice, essenziale, armonica e confrontabile per la levigatezza del carnato e l’intensa partecipazione del pittore soltanto all’Angelo custode della Pinacoteca di Ferrara, forse il quadro più celebre di Carlo”.
In effetti 35 anni dopo il saggio degli storici reggiani Bonone, L’Angelo custode, olio su tela, 240cmx140cm, Pinacoteca Nazionale di Ferrara “L’Angelo custode” si materializza nella mostra di Ferrara divenendone il simbolo.
C’è un po’ del Reni in Bonone e il “Divino Guido” a pochi mesi di distanza dalla morte di Carlo, nel 1632, lo esaltava descrivendolo come pittore non ordinario, dal fare grande e primario dotato di una sapienza grande nel disegno e nella forza del colorito.
Un elemento collega il ferrarese Bonone al Caravaggio, scrive Andrea Emiliani in “Carlo Bononi” nel lontano 1962 : “ Ma che un viaggio del Bonone a Roma sia realmente avvenuto, e presumibilmente intorno alla fine del primo decennio del secolo, è provato dall’esistenza nei depositi della Pinacoteca Nazionale
di Ferrara, di una copia della Deposizione Vaticana di Caravaggio, purtroppo oggi semidistrutta dalla
guerra”.

 

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