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Felicità sostenibile

19 gennaio 2018
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Tutti gli astronauti che hanno avuto la fortuna di vedere con i loro occhi la Terra dallo spazio concordano. Di qualunque nazionalità e origine fossero, hanno raccontato l’emozione che li ha pervasi mentre contemplavano la piccola biglia azzurra sulla quale viviamo. La storia di “Felicità sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente” nasce un anno fa quando, ispirati dalle immagini satellitari del libro “Spazio-Terra, Ed. Ippocampo”, l’urgenza di approfondire la “questione ambiente”, per dare voce e parole a quelle preoccupazioni, a quei pericoli che fino a qualche anno fa erano solo paventati e che adesso sono diventati drammatiche realtà, è diventata di principale importanza. Dal 19 al 28 gennaio, attraverso incontri, laboratori, spettacoli teatrali e una “ciaspolata geopoetica” si proverà a capire a che punto siamo con le politiche ambientali, ci si confronterà sulle vie d’uscita, si darà voce alle buone pratiche già in atto. Sensibilizzare la cittadinanza all’acquisizione di comportamenti sostenibili, diffondere la cultura ambientale, “propagandare” l’educazione e il rispetto per la natura e per questa nostra, unica Terra. Questa prima edizione di “Felicità sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente” nasce con l’auspicio che, attraverso l’arte, la scienza e le buone pratiche, si inneschino tanti piccoli gesti quotidiani che portino ad una maggiore consapevolezza e ad un grande cambiamento all’insegna della sostenibilità, di cui siamo tutti direttamente responsabili, e della felicità di ognuno di noi.

Il festival “Felicità sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente” è stata presentato nel corso della conferenza stampa di questa mattina al Teatro Piccolo Orologio. Sono intervenuti Valeria Montanari, assessora ad Agenda digitale, partecipazione e cura dei quartieri; Angela Ruozzi, curatrice del festival e regista della compagnia MaMiMò e Marco Maccieri, direttore artistico associazione Centro Teatrale MaMiMò. 

“Perché una compagnia di teatro decide di fare un festival sull’ambiente? – introduce Angela Ruozzi – Diciamo che il senso per noi è appunto creare una felicità sostenibile e che il piccolo pallino blu sul quale c’è la vita è in pericolo, ed è un pericolo imminente. Siamo la prima generazione che subisce gli effetti del surriscaldamento globale ma anche la prima generazione che può fare qualcosa. Come associazione culturale e teatrale abbiamo voluto utilizzare gli strumenti che sono a noi propri per puntare i riflettori su questo argomento urgente, che sono appunto gli strumenti della performance, del teatro e della narrazione. Abbiamo seguito la linea di ricercare piacere insieme, cercare come possiamo costruire un mondo più bello, più piacevole domani. Sentiamo che c’è bisogno di creare una nuova narrazione, un idea di futuro migliore verso la quale vale la pena andare e che ci va di costruire insieme. Una visione positiva, alternativa di un mondo domani.”

“Innanzitutto permettetemi un ringraziamento informale all’associazione MaMiMo e al Teatro Piccolo Orologio – dichiara l’Ass. Valeria Montanari – perché ancora una volta hanno centrato il punto. Oggi siamo qua per raccontare un festival che nel suo titolo porta le due parole “spudorata” e “propaganda” a sostegno dell’ambiente, l’idea di poter raccontare anche con una forte implicazione politica l’ambiente. L’idea della felicità, di rispettare una serie di regole ambientali ci rende più felici. La felicità la posso raccontare con le connessioni rurali, con le greenway realizzate nella zona tra Masone, Marmirolo, Castellazzo e Bagno, che permettono ai bambini di andare a scuola in bicicletta, in completa sicurezza, in un contesto viario dove in mezzo passa la via Emilia. E’ una visione che mette insieme il tema della mobilità, della riscoperta dell’ambiente ma anche una forte verticalizzazione sul tema della coesione sociale perché questa connessione ha unito la parrocchia, la scuola primaria, dei centri di aggregazione e l’oasi del WWF per fare insieme queste attività. Il programma del Festival è molto variegato, si costruiscono dei momenti di collaborazione tra personaggi, ambienti e contesti produttivi dal punto di vista della cultura anche molto diversi tra di loro ma che danno vita a una dimensione di proposta per il pubblico che può solo favorire una riflessione.”

“Questo focus che noi stiamo facendo – sottolinea Marco Maccieri – vuole essere tentacolare, voi siete qui ad ascoltare questa conferenza e di conseguenza la responsabilità di questo festival è passata anche a voi.

Questo è un tema importante. Si dice spesso che l’Italia è un posto dove non si possano fare le cose, anzi, al contrario è un posto dove si possono, si devono fare le cose. Il nostro comune, in particolare, è un posto dove si riesce. Però c’è un modo per farlo e non credo sia criticando e lamentando delle mancanze, adesso è tempo di piantare, di illuminare, sperare e di raccogliere, intorno a dei progetti, una forza che può cambiare le cose. L’ambiente in questo senso è un insieme. Questo è un grande esperimento, cercheremo di coinvolgere le persone senza dire che cosa bisogna fare, che cosa è giusto ma stimolando dei pensieri e delle azioni concrete.”

 

Si comincerà venerdì 19 gennaio alle ore 21.00 con l’incontro “CAMBIAMENTI CLIMATICI: VERSO LA DE-CARBONIZZAZIONE” in cui Luca Lombroso – meteorologo, divulgatore ambientale, esperto di clima, Carlo Coluccio – esperto di innovazione applicata alle energie a basso impatto, Nora Pini – ingegnere ambientale Palm Green Pallet, Raffaele Marmiroli – Parco-Frutteto di Castellazzo ed Elena Parmiggiani – permacoltura a Reggio Emilia condurranno il pubblico in un viaggio di speranza verso un futuro di sostenibilità energetica, di energie rinnovabile, di rispetto delle risorse e di esempi virtuosi di cittadinanza attiva per la salvaguardia dell’ambiente. Prima dell’incontro, alle ore 20.00, ci sarà un aperitivo a KM0 a cura della Coop. La Buona Terra.

Sabato 20 gennaio alle ore 21.00, e in replica anche lunedì 22 sempre alle 21.00, sul palco di via Massenet saliranno gli allievi drammaturghi, gli allievi registi e gli allievi attori della Scuola MaMiMò per il saggio integrato, curato da Marco Maccieri ed Emanuele Aldrovandi, “Fotosintesi”. La Scuola MaMiMò riflette sulla crisi ambientale attraverso l’arte del teatro. Nove sguardi critici per interrogarsi su problemi e soluzioni passando dalle difficoltà di integrazione di un orso polare agli esperimenti al CERN di Ginevra, dalla crisi del lavoro in un alveare di api a un futuro distopico in cui gli esseri umani si sono evoluti in modo inaspettato; si parlerà di estinzione, biodiversità, lotte sindacali fra i pesci del Po’ e del difficile equilibrio dell’uomo fra il piacere di vivere con altri esseri umani e la voglia di perdersi nella natura selvaggia. I micro-drammi sono scritti dagli allievi drammaturghi del corso di Emanuele Aldrovandi, messi in scena dagli allievi registi del corso tenuto da Marco Maccieri e interpretati dagli attori allievi dei corsi di recitazione.

La montagna sarà la protagonista della terza giornata del festival. Domenica 21, si comincerà alle ore 19.00 allo spazio culturale Orologio, con l’incontro “Ma in montagna c’è il Wi-Fi?”. Carlo Possa e Massimo Bizzarri della sezione C.A.I. di Reggio Emilia e l’alpinista Gianpaolo Montermini introdurranno e racconteranno storie di vita ad alta quota. A seguire, alle ore 21.00 al Teatro Piccolo Orologio, la compagnia Atir Ringhiera, porterà in scena “Un Alt(r)o Everest”, di e con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris. Dopo aver emozionato il pubblico del Teatro Piccolo Orologio, due stagioni fa, con “Slegati”, il reggianissimo Jacopo Bicocchi tornerà, sempre insieme a Mattia Fabris, sul palcoscenico di via Massenet per raccontare una storia vera, non una storia famosa, ma che potrebbe essere la storia di ognuno di noi. Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Nel 1992 decidono di scalare il Monte Rainier nello stato di Washington, Stati Uniti. Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore. Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame.

Le fake news saranno le protagoniste della serata “Fake News Ambiente” di mercoledì 24 gennaio. Alle ore 21.00, sul palco di via Massenet, un demagogo – Luca Cattani della compagnia MaMiMò – e un vero esperto di ambiente – Marco Cervino, Ricercatore pubblico all’istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR – si districheranno fra incredibili notizie sullo stato dell’ambiente, alcune vere e alcune no, coinvolgendo il pubblico in una serata ironica alla scoperta dei meccanismi umani che rendono possibile la nascita e la diffusione delle cosiddette “bufale”. La regia della serata è affidata ad Alessandro Vezzani e l’evento è stato organizzato in collaborazione con il progetto “A scuola di data journalism” promosso dal Comune di Reggio Emilia e rivolto alle scuole superiori.

Giovedì 25, alle 21.00 al Teatro Piccolo Orologio, si parlerà di mobilità sostenibile, qualità dell’aria e infrastrutture legate ai trasporti nell’incontro “Muoversi senza lasciare impronte”. Ne discuteranno Graziano Del Rio – Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Luca Vecchi – Sindaco di Reggio Emilia, Marco Cervino – Ricercatore pubblico all’istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR, Mariagrazia Midulla – Resp. Clima ed Energia WWF Italia, Alberto Fiorillo – Portavoce Nazionale di Legambiente, Andrea Brunello – drammaturgo e attore dello spettacolo Pale Blue Dot, Marco Benelli – Esperienza Piste Rurali a Reggio Emilia.

Pale Blue Dot, di e con Andrea Brunello, compagnia Arditodesìo, apprezzatissimo la scorsa stagione con “Il Principio dell’Incertezza”, ci metterà in guardia, venerdì 26 gennaio alle ore 21.00, sui pericoli che stiamo correndo a non prenderci cura del nostro, unico, Mondo. Una incredibile storia di speranza, meraviglia, bellezza e disperazione. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra. Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Pallino Blu, la Terra, è l’astronave più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Perché non riusciamo a farlo? Una storia di speranza che deve essere raccontata e poi inviata al Voyager1 così che almeno lui possa tenere un’ultima finale reliquia della nostra civilizzazione che potrebbe essere giunta al termine del suo viaggio.

Sabato 27, dalle 15:30, spazio a bambini, giovani e famiglie con i laboratori di GUERRILLA GREEN ART. La guerrilla art è un mezzo di condivisione di un’idea. Può essere usata per abbellire o ricreare uno spazio privo di anima o personalità e portarlo a nuova vita. E’ una forma di propaganda aperta a chiunque. Gli operatori di Legambiente Reggio Emilia, i pedagoghi del Centro Teatrale MaMiMò e il writer Psiko Patik, dopo un’introduzione a cura di LAAI – laboratorio di arte ambientale itinerante (Arch. Giorgio Teggi e Antonella De Nisco), stimoleranno la creatività dei partecipanti e “cambieranno” il volto del Teatro Piccolo Orologio con laboratori di murales di muschio, di bombe di semi e di giardini pensili.

L’evento finale di domenica 28 gennaio sarà la CIASPOLATA GEOPOETICA SULL’APPENNINO REGGIANO. Una ciaspolata attorno al Rifugio Pratizzano, sospesi sulla neve, a contatto con la natura e immersi in paesaggi stupendi. Una giornata all’insegna dell’educazione ambientale e soste letterarie in compagnia dei più suggestivi brani della letteratura mondiale sulla eterna sfida fra uomo e natura. Il percorso, di livello facile, è stato scelto in collaborazione con il C.A.I. di Reggio Emilia per permettere a chiunque lo vorrà di partecipare. Partenza alle ore 9:00 dal Teatro Piccolo Orologio e chiusura con il pranzo al Rifugio Pratizzano.

Per tutta la durata del Festival saranno presenti, dentro e fuori il Teatro Piccolo Orologio, delle installazioni green a cura della scenografa Alice Benazzi, realizzate in collaborazione con gli allievi del Liceo Artistico “G. Chierici” di Reggio Emilia.

Tutti gli eventi sono a emissione di CO2 compensati grazie alla partnership avviata dal Centro Teatrale MaMiMò con Phoresta Onlus, associazione impegnata nel raggiungimento dei parametri previsti dal Protocollo di Kyoto, ovvero la riduzione della concentrazione atmosferica di CO2, fra le maggiori cause del riscaldamento globale. Durante gli eventi sarà possibile effettuare una donazione per compensare la quantità di CO2 generata dal proprio stile di vita attraverso le attività di forestazione di Phoresta presso il Bosco di Bologna e il Parco Regionale Valle del Treja.

MediaPartner del Festival sarà LIFEGATE, dal 2000 punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile di imprese e persone in Italia, operatore che produce e commercializza esclusivamente energia 100% rinnovabile e 100% italiana a Impatto Zero.

Informazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com – www.mamimo.it

 

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