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Figure da Grandi

3 Ottobre 2018
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Puppet, burattini e ombre per la terza edizione di “Figure da Grandi”, la rassegna di teatro di figura dedicata ad Otello Sarzi.
Dal 5 al 7 ottobre il teatro di figura tornerà protagonista sul palco di via Massenet. Un vero mondo, quello del teatro di Figura per adulti, dai molteplici volti, che riesce a raccontare visioni poetiche, portare in scena i classici della letteratura o ancora a rielaborare e reinventare la tradizione con la maestria e l’ironia degna dei grandi maestri. In questa III edizione infatti saranno protagonisti le nuove generazioni della scena italiana, che attraverso l’originalità, l’innovazione e le contaminazioni fra arti stanno portando avanti la poetica e i linguaggi del teatro di figura per adulti. Il Centro Teatrale MaMiMò, l’Ass.ne 5T e la Fondazione Famiglia Sarzi, soggetti promotori dell’iniziativa, fin dalla prima edizione della rassegna hanno puntato fortemente nel recupero e nel rilancio della tradizione creata nel segno del patrimonio culturale e della poetica di Otello Sarzi, dando la possibilità alle nuove generazioni di essere ancora conquistate dall’arte del teatro di figura e dei suoi artisti. L’apertura di venerdì 5 ottobre, alle ore 21.00, sarà affidata a Mattia Zecchi, uno dei più giovani e promettenti burattinai della scena nazionale, che porterà al Teatro Piccolo Orologio uno spettacolo di burattini della tradizione emiliana da lui scritto e interpretato, “Fagiolino e Sganapino Garibaldini”. Anche Fagiolino e Sganapino, le due tradizionali maschere bolognesi, hanno dato un contributo all’Unità d’Italia. Partiti da Bologna, al seguito di Garibaldi, squattrinati e senza lavoro, i nostri eroi si sono messi in marcia animati da spirito patriottico (e anche dall’idea di guadagnare un po’ di denaro, per tirare avanti). Garibaldini strampalati, si trovano ora ad affrontare situazioni inattese e complicate. Ma pure loro avranno un posto nel farsi e nel disfarsi della Storia. Alla fine dello spettacolo, insieme a Romano Danielli – attore e burattinaio, Mattia Zecchi – attore e burattinaio e il Prof. Luigi Allegri – Università di Parma e comitato scientifico Fond. Famiglia Sarzi si indagherà l’immenso universo del teatro di figura e dei burattini attraverso l’incontro, e il confronto, fra diverse generazioni di burattinai. L’incontro “Beata gioventù” sarà un occasione per ripercorrere il lavoro di maestri come Otello Sarzi e per portare in luce il lavoro e l’arte di tanti giovani burattinai. Sabato 6 ottobre, alle 21 al Teatro Piccolo Orologio, andrà in scena “Nuovo Eden”, della compagnia Chronos Tre, che attraverso un puppet e due maschere racconterà le trasformazioni sociali, urbane e di genere. Immaginate di addormentarvi per quindici anni, di risvegliarvi e tornare a fare un giro per le vostre città, cercando i luoghi impressi nella vostra memoria, le persone, le abitudini. Un viaggio di ricerca, muovendosi nelle trasformazioni sociali e urbane di una città contemporanea, in un itinerario che vede i luoghi, come territori fisici della memoria. In scena Jessica Leonello, che ne firma anche la drammaturgia – testo vincitore della menzione speciale al bando di Nuova Drammaturgia Tagad’Off 2017-, con la regia di Manuel Renga.
Domenica 7 ottobre, alle ore 21, sul palco di via Massenet arriverà la compagnia Eco di Fondo con La Sirenetta, che vedrà in scena Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana, per la regia dello stesso Giacomo Ferraù con la collaborazione di Arturo Cirillo. “La Sirenetta” parla di un’adolescente che per un gesto d’amore rinuncia alla sua stessa essenza (la sua coda) nel disperato tentativo di essere accettata, nel disperato tentativo di essere amata. La compagnia è partita dalle lettere di ragazzi adolescenti che hanno deciso di togliersi la vita perché non si sentivano accettati per la propria sessualità. Adolescenti che hanno rinunciato alla loro voce per chissà quanto tempo. “La Sirenetta” obbliga a riflettere sull’amore, quello più difficile, quello verso sé stessi ed il corpo che si abita. La celebre fiaba di Andersen, riletta come metafora dell’identità sessuale. “La commissione Patrocini Amnesty International Italia ha concetto il patrocinio allo spettacolo La Sirenetta per aver affrontato in modo incisivo il tema della diversità, rappresentando pienamente il valore del rispetto per tutti.”

Per informazioni:
www.mamimo.it

 

 

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