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CHIOSTRI DI SAN PIETRO A REGGIO EMILIA. 14-15 APRILE, GLI OGGETTI CI PARLANO

3 Aprile 2012
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Reggio Emilia, porta i tuoi oggetti ai Chiostri di San Pietro il prossimo 14 – 15 aprile

 

In occasione di Fotografia Europea 2012, ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia inaugurerà l’undici maggio la mostra Gli oggetti ci parlano, a cura dell’architetto Italo Rota. Nelle stanze del chiostro grande verranno realizzate quattro installazioni che riguardano alcuni temi centrali del nostro vivere quotidiano: il cibo, l’abbigliamento, la condivisione, il viaggio, la partecipazione, tutte aventi per titolo domande aperte che ci interrogano sul nostro futuro, inteso come collettività: Come mangeremo? Come vestiremo? Come parteciperemo? Come condivideremo? Ognuno di questi temi unisce un valore universale ad uno profondamente legato al territorio.

Come mangeremo? ci mostrerà il passaggio dalla vecchia cucina contadina alla cucina componibile negli anni del boom economico, il mutamento dell’approccio al cibo, sempre più funzionale e meno faticoso grazie a strumenti sempre più sofisticati, a basso costo e realizzati in materiali diversi, dai vecchi utensili in legno alla plastica, dal rame all’acciaio inox fino alle invenzioni più recenti. Dal cibo coltivato, allevato e trasformato a quello prodotto industrialmente, dal saper fare tramandato alle riviste di ricette.

Come vestiremo? sposta gli stessi concetti sull’industrializzazione della produzione tessile, sulle grandi case di moda che creano modelli cui la grande distribuzione s’ispira per arrivare a tutti, su tessuti, forme e colori nuovi che si diffondono per comodità, moda o per migliorarci la vita come gli abiti sintetici che non dovevano essere stirati.

Come parteciperemo?, ideata in collaborazione con Istoreco, parte dalle vecchie sedi di partito, dalle sezioni elettorali e dai luoghi di incontro e discussione pubblica, con tutto il loro corredo iconografico, per arrivare alle nuove forme di partecipazione alla vita pubblica nate in un momento di sfiducia e di crisi della politica istituzionale.

Come condivideremo?, infine, partendo dal tema del viaggio, sviluppa un’intuizione legata al doppio filo che lega, nel nostro presente e nel nostro futuro, gli oggetti che acquistavamo durante i viaggi in luoghi che ci apparivano esotici come l’Africa, l’Asia, l’India e quelli che invece hanno portato con sé i rappresentanti proprio di quelle culture, che ora sono parti integranti della nostra città. La sezione sarà realizzata in collaborazione con il Centro interculturale Mondinsieme.

Ideale proseguimento del percorso iniziato nel 2010 con la mostra Love will tear us apart – prove generali di un museo la mostra ai Chiostri di San Pietro si lega a doppio filo alla riflessione sulle collezioni dei Musei Civici e al ruolo che esse hanno e possono avere nella contemporaneità. Tanto che le installazioni che verranno realizzate ai Chiostri getteranno le basi per la progettazione delle future Period Rooms del museo, spazi oggi non fruibili e destinati, nel progetto di ristrutturazione di Palazzo San Francesco, a rappresentare il Novecento a Reggio Emilia non solo proponendo delle ricostruzioni ambientali del passato ma anche fornendo spunti di riflessione sul nostro presente.

Gli oggetti ci parlano si prefigge infatti lo scopo di far rivivere ai cittadini di Reggio Emilia momenti salienti della loro capacità innovativa e produttiva, come a voler dare un’iniezione di fiducia in un momento in cui il pensiero progettuale, o più romanticamente il futuro, è minacciato da un presente pieno di insicurezza. Declinare i verbi al futuro per esporre oggetti del passato non significa quindi esibire un passato che si “vetrinizza” in un presente immobile, ma mettere in relazione diverse rappresentazioni di un futuro possibile che, quando non si sono concretizzate o infrante, hanno lasciato aperte tutte le loro prospettive. Si vuole creare una sorta di laboratorio di idee che stimoli l’interesse, la curiosità ma anche la creatività e il desiderio di mettersi in gioco.

La collettività non è soltanto invitata ad assistere all’evento, ma che essa vi partecipi è la condizione essenziale: saranno infatti i cittadini a consegnare oggetti di loro proprietà degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta che poi l’architetto Rota organizzerà visivamente negli spazi destinati a ciascun tema. Oggetti che, per il loro tempo, hanno rappresentato un’innovazione; non solo quelli che hanno effettivamente cambiato il nostro modo di vivere, ma tutti quelli che presagivano un’idea di cambiamento, a prescindere che esso stesso si sia realizzato o meno.

La consegna avverrà il 14 e 15 aprile presso i Chiostri di San Pietro dalle 10 alle 19; le persone saranno accolte da personale specializzato che riceverà gli oggetti e li doterà di una documentazione catalografica e iconografica. Gli oggetti prestati o donati dai cittadini infatti entreranno a far parte di un catalogo, pubblicato on line, esattamente come gli oggetti contenuti nei musei. Non si tratta di mettere in scena il lavoro quotidiano del funzionario di museo, quanto piuttosto di rappresentare la formazione stessa di un’istituzione museale. Nell’ottica moderna della cultura come servizio alla collettività il museo è di tutti, ma dobbiamo anche ricordare che, nel passare degli anni, tutta la collettività ha contribuito a creare le collezioni dei nostri musei attraverso lasciti, donazioni, vendite, depositi. Le collezioni artistiche, naturalistiche, paletnologiche dei musei, e dei Musei Civici di Reggio Emilia in particolare, sono frutto di un’idea e di un sentire comune che hanno portato alla nascita di questa istituzione come la vediamo ora, e che alla luce di questo suo aspetto può suggerire nuove modalità per creare condivisione.

 

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