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I TEATRI – CONCERTI 2013-14

26 Giugno 2013
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Dai giovanissimi interpreti già entrati nell’eccellenza internazionale (Jan Lisiecki, Sol Gabetta, Alexander Romanovsky) alle star affermate (Angela Hewitt, Frank Peter Zimmermann), dalle orchestre di grande tradizione (Rai, Liszt Chamber, Münchener-Bach), a complessi recenti e già solidi (Zefiro, Mahler, Orchestra Giovanile Italiana), dai concerti monografici (Bach, Beethoven, Händel, Chopin) alle integrali (Arte della Fuga, Quartetti di Beethoven) e ai progetti in progress (gli stessi Quartetti e le Passioni di Bach). E, fuori abbonamento, l’omaggio a Verdi, firmato Marco Paolini e Mario Brunello. La Stagione dei Concerti 2013-2014 che propone la Fondazione I Teatri Reggio Emilia è all’insegna della qualità e della continuità. Osservando il cartellone, emerge la presenza di cinque concerti monografici (due Bach, poi Beethoven, Händel, Chopin), spina dorsale della stagione lungo la quale si articolano programmi più compositi, con autori dell’800 romantico (Liszt, Brahms, Wagner, Ĉajkovskij) e del 900 (Stravinskij, Ravel, Bartók, Šostakoviç, Britten); un repertorio che si muove fra capolavori indiscussi e preziose musiche da scoprire. Del resto il concerto inaugurale dà subito il segno – con l’integrale dell’Arte della Fuga per il pianoforte di Angela Hewitt – del lavoro svolto sul repertorio e dello spessore tematico di tutta la stagione, nella quale proseguono fili conduttori di antica consuetudine, come quello della musica barocca, e i progetti avviati nella stagione scorsa, il ciclo dei Quartetti beethoveniani e quello delle Passioni di Bach.

Fra giovani o giovanissimi, e star affermate nel pieno della carriera, tutti gli interpreti si collocano nel novero dell’eccellenza internazionale. Jan Lisiecki, nato a Calgary da genitori polacchi, nuovo astro diciottenne del pianoforte, eseguirà un programma tutto-Chopin. Sol Gabetta, origini franco-russe, natali in Argentina e formazione europea, si cimenta in un paio di capolavori della letteratura violoncellistica pressoché inarrivabili (Beethoven, Brahms). Alexander Romanovsky, ucraino del 1984: “Del suo pianismo sentiremo parlare”, disse di lui Carlo Maria Giulini: con la tromba Gabor Boldoczki e la Franz Liszt Chamber Orchestra eseguirà una gemma rara, il Concerto per pianoforte, tromba e archi di Šostakoviç, in una serata che comprende anche Britten e Liszt.

Quindi i direttori: Leif Ove Andsnes, di nuovo al Valli con la Mahler Chamber Orchestra a proseguire il viaggio tra i concerti per pianoforte di Beethoven, e a offrirci “Dumbarton Oaks” di Stravinskij, un pezzo di ispirazione bachiana. John Axelrod, dal carismatico stile direttoriale con l’Orchestra Giovanile Italiana in un programma ultra-romantico (Wagner e Ĉajkovskij). Juraj Valçuha, slovacco, trentenne, che con l’Orchestra Nazionale della Rai eseguirà la Settima di Beethoven e, con il scintillante Frank Peter Zimmerman, il Concerto per violino n. 1 di Bartók.

Hansjörg Albrecht con Münchener Bach Chor e Münchener Bach Orchester, torna con il ciclo delle Passioni di Bach proponendo la Passione di Giovanni, dopo quella di Matteo nel marzo scorso. Di Angela Hewitt, specialista bachiana, si è già detto, mentre l’Orchestra Barocca Zefiro propone un concerto monografico su Händel e il Quartetto Hagen conclude il ciclo dei Quartetti di Beethoven.

Nel complesso, dunque, una Stagione che sottopone il repertorio dei grandi autori alle nuove energie interpretative, e che dell’interpretazione sottolinea il miracolo capace di trasfigurare incessantemente l’opera in un’esperienza musicale ogni volta rinnovata.

Fuori abbonamento, in doppia recita, Verdi, Narrar Cantando (sabato 7 dicembre 20013, ore 20.30, e domenica 8 dicembre 2013, ore 18.00, Teatro Valli), in cui Marco Paolini e Mario Brunello, fra rielaborazioni musicali e racconti, rendono omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita: un omaggio non celebrativo reso alla figura sfaccettata del musicista e dell’uomo di teatro.

Tutta la stagione su www.iteatri.re.it

 

 

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