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Immagini di pietra

3 Marzo 2017
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In questi giorni, purtroppo, sono ritornate sulle prime pagine dei giornali locali le statue che adornano il nostro maggiore teatro cittadino.
Mettiamo un po’ di ordine in relazione agli scultori che lavorarono al Municipale.
Ci viene in soccorso il bel volume, purtroppo esaurito, edito proprio dai Teatri e intitolato “Immagini di pietra” a cura di Susy Davoli e Paolo Ricci, nel 1999.
Interventi del Soprintendente Elio Garzillo, Giorgio Crosta, Gino Badini, Giovanna Paolozzi Strozzi, Luciano Rivi, Gianfranco Varini, Maria Alberta Zuffanelli e Filippo Silvestro.
Fondamentale testo che accompagnava i restauri di quegli anni e che per la prima volta descriveva le opere e la vita degli artisti preposti alle sculture.
A parte Paolo Aleotti, autore dei medaglioni in marmo nella facciata del Teatro : Menandro, Sofocle, Euripide, Aristofane, gli altri artisti scultori sono : Ilario Bedotti (1834-1897), Giovanni Chierici (1930-1917), Antonio Ilarioli (1825-1894), Prudenzio Piccioli (1813-1883) e Attilio Rabaglia (1826-1876).
A Bedotti vengono commissionate se statue : Medea, il Dramma, la virtù, il Suono, il Pudore e la Moderazione.
A Chierici: Edipo, Achille, Attilio Regolo, il Punitore di se stesso, Prometeo e Dedalo.
A Ilarioli  il Vero, la Tragedia, il Rimorso, la Commedia, la Pittura, la Favola e la Concionatrice.
A Piccioli: l’Istruzione, il Diletto, lo Scherzo, la Danza, l’Estro, la Gloria e il Vizio.
A Rabaglia: la Curiosità e il Silenzio, oltre allo stemma del Comune di Reggio sulla facciata.
Scrivo nella presentazione del saggio “ Vita e opere degli scultori del Municipale” (Reggio Emilia 1999) : “ In questo viaggio affascinante tra le sculture del Municipale alla ricerca dei loro troppo dimenticati autori, viaggio che mi ha permesso di ripercorrere la storia della scultura occidentale, dall’ellenismo greco per arrivare alle opere del siciliano Giacomo Serpotta e approdare al purismo ottocentesco, sono emersi anche i segni di qualche polemica in merito alla poca “modernità” della scelta di Bernardino Catellani e del podestà Ritorni di basare su soggetti allegorici il percorso tematico delle sculture del teatro. In realtà questa scelta è consonante al gusto dell’epoca e conferma l carattere estremamente moderno ed europeo della scelta dei reggiani di quel tempo. Le statue del Municipale, mi riferisco in particolare alle due centrali-l’Istruzione e il Diletto- che tra le mani reggono dei cartigli dove campeggiano i relativi nomi, seguivano di alcuni anni l’opera di James Pradier (1790-1852) che nel 1838 eseguiva a Parigi, sulla facciata dell’Assemblea Nazionale, il bassorilievo intitolato L’istruzione pubblica che porta in mano un cartiglio recante scritte le prime lettere dell’alfabeto l’ “ABC”.

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