*/?>
ruMORE

IMPARARE DALLA MUSICA

11 Marzo 2014
Print Friendly, PDF & Email

Esperienze di didattica musicale per la formazione dell’uomo

 

L’Associazione per la Pedagogia Steineriana di Reggio Emilia ha organizzato per il prossimo fine settimana (7, 8 e 9 marzo) una serie di incontri per approfondire il ruolo della musica nella formazione dell’uomo.

Si parte venerdì 7 sera, presso il centro sociale Rosta Nuova alle 21, con una conferenza del maestro Peter Appenzeller, compositore, docente in corsi per bambini e adulti, fondatore e direttore di cori. Appenzeller interverrà sul ruolo della musica per il nostro tempo, offrendo una interpretazione in chiave antroposofica di come ascoltare e fare musica in un certo modo possa portare salute non solo all’individuo ma anche all’organismo sociale.

Sabato 8 pomeriggio alle ore 16, alla Fonderia del Centro Nazionale della Danza, si terrà poi una tavola rotonda tra cinque approcci all’educazione musicale: Il ruolo della musica nei processi formativi ed educativi. Dialogheranno con il maestro Appenzeller Gabrielangela Spaggiari (Istituto Superiore di Studi Musicali  “Achille Peri”), Paolo Perezzani (Sistema delle orchestre giovanili dell’Emilia Romagna), Filippo Chieli (Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia di Reggio Emilia) e Fedele Fantuzzi (Associazione Emiliano Romagnola Cori).

Domenica 9 mattina alle ore 11, sempre nei locali della Fonderia, i bambini e i ragazzi della scuola Steiner –Waldorf di Reggio Emilia si esibiranno nella rappresentazione dell’Opera Musicale Frate Francesco, accompagnati dal Coro Cantus diretto dal maestro Appenzeller.

Anticipiamo un estratto dal programma di sala.
Un messaggio universale

Il libretto, scritto dalla autrice svizzera Rose Aggeler, porta come sottotitolo “Ritratto musicale”. Ma che cos’è, in fondo, un ritratto? Potremmo dire che si tratti della traduzione in forma artistica di un messaggio, profondo e universale come certamente è quello francescano, ancora attualissimo: nella figura di San Francesco si fondono poesia e verità. Egli aprirà una nuova stagione espressiva; una nuova sensibilità si trasfonderà sia nell’arte figurativa sia nella letteratura: dopo di lui la natura sarà ritratta nella sua forma sensibile, i concetti di ritratto e di paesaggio si coloreranno di un più vivo realismo, di un rinnovato gusto del racconto. Ecco quindi ciò che ritroviamo tra le pagine musicali di Frate Francesco. Il Cantico delle Creature, a cui Appenzeller si è ispirato, ci narra di luoghi, animali e piante come immersi in un’atmosfera comune, colti nell’intimo e profondo legame da loro vissuto.

Se il Cantico delle Creature è un compendio di diverse tematiche, Frate Francesco riesce pienamente a cogliere e a tradurre in musica una serie di quadri e immagini veramente suggestivi: al di là di un’unica, ma toccante allusione al ritorno futuro del Sole come immagine della divinità, le stelle, il vento, le nubi, il cielo, il fuoco, i fiori, l’erba sono visti ed amati nel loro essere sensibile, nella loro bellezza naturale. Nella meraviglia di uno sguardo infantile rivolto a un fiore, a un albero, nel notare gli animali con le loro peculiari caratteristiche, noi leggiamo le tracce di un percorso ben preciso, troviamo le indicazioni di una vera e propria parabola evolutiva il cui soggetto è l’essere umano. Si parte dall’infanzia – quasi dall’indistinto – dalla fusione con il mondo, per passare alla sua conoscenza, alla sua misurazione, alla sua collocazione, in un viaggio verso il raggiungimento di uno stadio tutto interiore di maturazione.

La partecipazione ai 3 eventi dedicati alla musica è gratuita. È però necessaria la registrazione, soprattutto per l’evento della domenica mattina in cui i posti sono limitati.

 

Share

Commenti chiusi.