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La bellezza in tasca

23 Novembre 2011
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La portiamo con noi, la bellezza; la tocchiamo con mano. Chi non ha infatti nelle proprie tasche una moneta da un euro con impresso il più noto quanto enigmatico disegno di Leonardo? Un’opera del maestro ha pur sempre il carisma della qualità artistica e il taglio dell’invenzione geniale. E così è anche per il piccolo disegno, accattivante compendio di trattazione scientifica in forma grafica, tracciato durante il soggiorno milanese alla corte sforzesca sul finire del XV secolo e reso noto al grande pubblico solo nel primo decennio del XIX.
Si sono lambiccati in tanti alla ricerca di significati, contenuti e messaggi certamente sottesi che non può meravigliare l’interesse di chi, come noi, si sta a sua volta lambiccando da anni sull’interpretazione dei processi compositivi del costruire colto.
L’opinione già avanzata dal massimo studioso di Leonardo, Carlo Pedretti, che si tratti di un «disegno per l’architettura» ci trova in perfetta sintonia. Infatti proprio da un’architettura siamo casualmente partiti per leggere il disegno dell’Accademia con i medesimi parametri che competono alle discipline edili.
Una consolidata abitudine a indagare il sostrato metrico delle fabbriche storiche ci dice la rispondenza tra le scansioni proporzionali del chiostro piccolo di San Pietro a Reggio Emilia e le partiture della figura vinciana. Nel chiostro, consonanza ed equilibrio tra le membrature dichiarano, già nelle misure di rilievo trasposte in unità locali e coeve, i numeri simbolo cui la fabbrica era affidata e gli aurei rapporti tra quei numeri, in un concerto di significati escatologici e riscontri formali. Nel disegno, il taglio deciso delle braccia tese secondo un’asse orizzontale e le ampiezze imposte al movimento degli arti, definiscono, nel passaggio dalla postura statica a quella in movimento, il profilo della lettera greca TAU: simbolo di confermazione e visualizzazione grafica della formula della perfetta proporzione di Euclide. Superando Vitruvio, in un geniale compendio che associa alla straordinaria abilità manuale l’abbrivio della mente geniale secondo un modello di bellezza “misurabile” e di scienza verificabile, lungo il percorso poliedrico dell’architettura.
E proprio grazie al sistematico confronto con schemi compositivi delle architetture coeve la nostra interpretazione ha preso strade inizialmente non immaginabili, fino a essere riconosciuta «impeccabile analisi scientifica, lucida e perfino accattivante» dal già citato Pedretti.
La stesura redazionale ha cercato di rendere in sequenza logica un percorso che coniuga, necessariamente, arte e scienza in un coinvolgente racconto per immagini, tanto che Luigi Grasselli scrive, nella presentazione al volume, di «un lento affiorare di indizi che, proprio come nello sviluppo di un romanzo giallo, conducono progressivamente, ma inesorabilmente, alla definizione di un quadro al tempo stesso organico e complesso».
Una lettura fortemente innovativa che smonta la corrente esegesi. Ci ha confortato la verifica che i paradigmi metrici e i contenuti simbolici dispiegati nel foglio fossero già presenti, più di quattro secoli prima, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Pisa, dove la cultura greco-alessandrina – e con essa Euclide – era giunta attraverso le vie del Mediterraneo. Un’unica ed esclusiva matrice suggella dunque la continuità del modello.
Rimane, a conclusione del lavoro, la convinzione che uno scavo profondo nei processi compositivi sottesi alle poetiche espressive – possibile solo grazie a un background multidisciplinare sempre più difficile da comporre e trasmettere in un presente di specializzazioni settoriali – sia fecondo metodo di indagine sulle più importanti opere del passato:

Il finale è aperto.

Molti potrebbero essere i significati ancora da disvelare nel disegno, summa di un sapere il cui portato va certo oltre quanto Leonardo esprime sulla carta.
Peschiamo ogni tanto il piccolo euro dalla tasca e guardiamo con occhi nuovi l’homo di Leonardo. Non vitruviano. Non restituzione filologica o reinterpretazione del trattatista latino. Uomo vinciano. Rinascimentale e già moderno: icona di un sapere che abbina conoscenze matematiche, sperimentazioni anatomiche, nozioni teologiche e implicazioni filosofiche in una universale e atemporale concezione dello spazio.

F. Manenti Valli, Leonardo, il sapere costruttivo nel disegno della figura umana, Silvana Editoriale, 2011

 

Franca Manenti Valli accoglie Vittorio Sgarbi in visita al “Palazzo dell’Imperatore”.
http://www.rotary.re.it/0news/dettaglio1.php?idview=455
http://www.studiomanentivalli.it/0catalogo/dettaglio5.php?cat=12&prodotto=982

 

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