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L’ADORAZIONE DEI PASTORI.
Dal Correggio al Bonone

10 ottobre 2017
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Il Correggio dipinge tra il 1525 e il 1530 l’Adorazione dei pastori (La Notte), olio su tavola cm. 256,5x 188 su commissione di Alberto Pratonieri per una cappella nella Basilica di San Prospero a Reggio Emilia.
E’ una pala d’altare “simbolo” e un notturno tra i più affascinanti del Cinquecento. Mentre affresca le cupole del Duomo di Parma e di San Giovanni Evangelista, Antonio Allegri detto il Correggio dipinge questo capolavoro e tra i primi estimatori c’è Gior- gio Vasari che scrive nel 1568: “E’ in Reggio una tavola, una Natività di Cristo, ove partendosi da quello uno splendore, fa lume ai pastori e intorno alle figure che lo contemplano…”
Moltissimi pittori sia italiani che stranieri si recarono a Reggio per ammirarla. Il quadro venne traferito a Modena sede ducale e si involò per Dresda, a metà del Settecento assieme a tantissimi quadri acquistati da Augusto III di Sassonia, operazione che passò alla Storia come la “Vendita di Dresda”.
Oggi in San Prospero nello stesso altare c’è una “scialba” copia dell’opera del Correggio, con però la magnifica cornice originale che venne esposta anche a Parma durante l’ultima importante rassegna a Parma sul Correggio.
La Notte venne vista da Ve- lazquez che doveva acquistar- la per il re di Spagna, ma soprattutto la vide il Rubens. A cavallo da Mantova, ospite dei Gonzaga, il fiammingo si recò a Reggio per ammirare il quadro e per trarre ispirazione per la “sua” Adorazione dei pastori, 1608, olio su tela cm 300×192 commissionata da padre Flaminio Ricci per la chiesa di San Filippo Neri a Fermo. Ora è nella Pinacoteca Civica nello stesso paese. Immancabile una autorevole attribuzione dell’opera da parte di Roberto Longhi che agli inizi del secolo scorso identificò la pala d’altare. L’episodio dell’Adorazione dei pastori prende spunta dal Vangelo di Luca che narra anche dell’episodio degli angeli che cantano “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini”.
Anche Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, durante la visita siciliana ospite dell’amico e pittore siracusano Mario Minniti, dipinge su commissione del senato della città di Messina, una “Adorazione dei pastori”, olio su tela, 1609, cm. 314×211 che ancora oggi si trova nel museo Regionale di Messina, anche se l’opera era presente nella mostra sul Caravaggio, a Roma alle Scuderie del Quirinale.
Anche Guido Reni dipinge, in parecchie versioni, questo tema.
Io cito però quella di Napoli, Certosa di San Martino cm.
485×330, olio su tela 1640, per evidenti motivi: durante lo studio di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, proprio in Certosa, mi sono imbattuto in questa grande e bella opera del “divino Guido”.
Ho avuto la fortuna di poter ammirare tutte le opere fin qui descritte: a Dresda il Correggio, salvato dai bombardamenti alleati, l’opera del Rubens, recentemente esposta a Milano a Palazzo Reale.
Ma l’opera interessante di questa “carrellata” sull’Adorazione dei pastori” in Reggio è quella del pittore ferrarese Carlo Bononi detto il Bonone (1568-1632).
L’artista è uno dei protagonisti della decorazione della Basilica della Ghiara in Reggio, dipingendo in Cappella Gabbi e dell’Arte della Seta. Dipinge, diversamente dagli altri artisti, ad olio.
Protagonisti sono i Dottori della Chiesa : Sant’Ambrogio, San Girolamo, San Gregorio Magno e Sant’Agostino.
Per Reggio il Bonone dipinge una “Santa Barbara” per la chiesa di Santa Teresa. “San Sebastiano” per il Duomo e due pale per la chiesa di Sant’Agostino, “La Madonna di Loreto con i Santi Francesco d’Assisi, Bartolomeo, Giovanni Evangelista e Sebastiano”, e “L’Adorazione dei pastori”, olio su tela cm 294×181 (1622-23).
L’arte del Bonone sta per essere consacrata con una grande mostra in ottobre a Ferrara a Palazzo dei Diamanti.
Nella scheda redatta nel volume “I dipinti reggiani del Bonone e del Guercino” a cura di Nerio Artioli e Elio Monducci (1982), si fa riferimento anche all’opera dell’altro fer- rarese, lo Scarsellino in re- lazione agli studi del grande critico tedesco Hermann Voss.
Appuntamento a Ferrara per ammirare le opere del Bonone tra cui “L’Annunciazione” (1611) della Parrocchiale di Gualtieri.

 

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