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Manhattan Medea

28 novembre 2017
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Gli elementi della storia ci sono tutti: la fuga degli amanti, la morte del fratello, e la vendetta crudele di Medea. Ma tutto si svolge su un marciapiede perché è quello l’ambiente dove si snoda la grama vita di Jason e Medea, clandestini emigrati uniti dallo scopo esistenziale di fare denaro ad ogni costo.

Continua la programmazione del Teatro Piccolo Orologio che, arrivata al terzo appuntamento della stagione, vedrà in scena la compagnia del Teatro Libero di Palermo che, sabato 2 dicembre, alle ore 21.00, e domenica 3 dicembre, alle ore 17.00, porterà sul palco di via Massenet Manhattan Medea. Il testo dell’autrice tedesca Dea Loher, traduzione di beno mazzone, vedrà in scena Roberta Belforte, Matteo Contino e Galliano Mariani, guidati dalla regia dello stesso Beno Mazzone.

Molti secoli sono passati dall’originaria Tragedia di Euripide, rappresentata la prima volta nel 431 a.C., che si ispira ad una storia appartenente all’epoca preomerica, cantata a lungo da poeti epici e lirici. Nell’immaginario artistico Medea ha sempre occupato un posto di rilievo e ha goduto di una straordinaria vitalità tanto nell’ Arte figurativa quanto nel Teatro e nella Musica.

Una Medea di oggi e di ieri. Il mito di Medea esiste da sempre.

Il dramma passionale di Medea incrocia, nella storia contemporanea della Loher, le ragioni di una spasmodica ricerca di una vita migliore da parte dei profughi stranieri: ma se Jason è disposto a scendere a patti con se stesso, pur sostenendo di amare Medea, la protagonista andrà fino in fondo verso il finale tragico, disposta a tutto pur di mantenere il legame che ha conquistato.

«Moltissimi autori di ogni paese e lingua – ci ricorda Beno Mazzone – hanno riscritto la loro Medea in una riflessione del hic et nunc. Dea Loher, pochi anni fa, ha scritto la sua Medea ambientandola in quello che è il simbolo della cultura e della società occidentale: Manhattan di non precisati anni del XX secolo». Lì ritroviamo una coppia di clandestini provenienti dai Balcani, che si chiamano Medea e Jason(un nome che nel suono stesso della pronuncia diventa americano), il giorno prima delle nuove nozze fra quest’ultimo e Claire, la giovane figlia di un altro rifugiato, ormai ben radicato, che ha fatto fortuna e tanto denaro: Sweatshop-boss (una sorta di Signor Sanguisuga). «Si trattano gli affari di cuore come se fossero merce – prosegue il regista – e si fanno delle ipotesi di convenienza per ciascuno degli interessati tranne che per Medea, la quale dovrebbe accettare condizioni imposte e soprattutto perdere il proprio amato ed il proprio bambino». Gli elementi della storia ci sono tutti: la fuga degli amanti, la morte del fratello, e la vendetta crudele di Medea. Ma tutto si svolge su un marciapiede perché è quello l’ambiente dove si snoda la grama vita di Jason e Medea, clandestini emigrati uniti dallo scopo esistenziale di fare denaro ad ogni costo e che questo tengono bene in mente, con sguardo gelido e con il cuore che non trema ascoltando la verità. Un rapporto fatto di complicità ma anche di progettualità diverse in cui Jason, che mira all’ascesa e tenta ogni cosa pur di risalire in linea verticale verso una condizione socioeconomica migliore, si scontra con Medea che invece lotta in senso orizzontale per mantenere i suoi legami ed è disposta a fare qualsiasi cosa pur di tornare ad avere ciò che a prezzo di sangue si è conquistata.Ma Dea Loher, drammaturga tedesca contemporanea, riserva una conclusione che è giusto non svelare.

Teatro Libero Incontroazione di Palermo, fondato nel 1968 da Beno Mazzone, centro di Produzione riconosciuto dal Mibact, è un luogo aperto e disponibile, entro cui la pratica del teatro ha una sua continuità sia teorica che d’azione, una sua prassi di laboratorio vissuta attraverso la creazione di spettacoli per adulti e per ragazzi sia a partire da nuove drammaturgie che da classici, con la direzione dei registi Luca e Beno Mazzone, Lia Chiappara e altri.

Informazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com – www.mamimo.it

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