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Nick Cave – One More Time With Feeling

16 Settembre 2016
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La maggior parte di noi non vuole cambiare, in effetti perché dovremmo ? Ciò che inseguiamo è una sorta di variazione dal modello originale. Proviamo sempre ad essere noi stessi, versioni migliori di noi stessi. O almeno così ci auguriamo. Ma cosa succede quando un evento così catastrofico arriva nella nostra vita da cambiarci completamente ? Ci trasformiamo in persone sconosciute. Così quando ci guardiamo allo specchio, riconosciamo la persona che eravamo. Ma ora dentro la nostra pelle vive una persona diversa”. Nick Cave

Era il 2014 quando uscì sugli schermi il documentario 20.000 giorni sulla terra di Iain Forsyth e Jane Pollard, che ha incassato oltre 4 milioni di dollari a livello globale, dove il musicista, attore, scrittore, Nick Cave parlava della sua carriera, del suo lavoro con i Bad Seeds e con il suo fedelissimo braccio destro, Warren Ellis, e di sue collaborazioni con Ryan Wistone o Kyle Minogue. Ora nulla è più come prima. Nel 2015, Arthur il figlio quindicenne di Nick Cave e sua moglie Susie, è morto scivolando da una scogliera a Brighton. One More Time With Feeling è un film di una profondità a livello emotivo, psicologico, umano da brividi, senza mai, mai, scadere per un attimo nella cronaca o nella morbosità di un evento davanti al quale non vi possono essere spiegazioni ragionevoli. One More Time With Feeling è un grido di dolore che Cave e la sua famiglia lanciano per se stessi, per trovare una ragione per andare avanti e per tutti noi che guardiamo e che, a modo nostro, abbiamo il nostro di dolore. Solo un regista di rara sensibilità (oltre che amico di Cave) come Andrew Dominik avrebbe potuto realizzare un opera di questo tipo. Un film a più strati nato come documento di registrazione del nuovo album di Nick Cave & The Bad Seeds, Skeleton Tree (uscito il 9 di settembre) ma che dopo questa catastrofe è diventato anche molto altro … Allo studio di registrazione dove Cave interpreta vari capolavori di questo nuovo disco (Jesus Alone, I Need You) si alternano riflessioni dell’artista in macchina, a casa, con la partecipazione della moglie Susie che con una sincerità spiazzante ci mette di fronte ad una realtà che nessuno vorrebbe affrontare, né tantomeno vivere. Non vi è mai vittimismo ma sempre un enorme pudore, un’eleganza, mai la voglia di farsi compatire o aiutare ma solo quella di volere parlare, raccontare, che cosa è vivere ora dopo la scomparsa di un figlio in una tragedia inspiegabile. Dai testi della canzoni di Cave si capisce già moltissimo del suo stato d’animo ma sia lui che Susie, che il fratello di Arthur, Earl, parlano e raccontano la gabbia nella quale sono stati rinchiusi, della corazza che ogni giorno si fa più pesante e del loro farsi forza a vicenda per non lasciarsi soffocare.

“Quante lacrime amare ho pianto in coda al supermercato” dice Cave cercando in ogni istante del film la consapevolezza di quello che dicendo e facendo. La consapevolezza è la prima che viene a mancare quando la vita ti mette all’angolo, nulla ha lo stesso valore e niente si vive più nello stesso modo e, nonostante tutto, il musicista quasi sorpreso annuncia che Skeleton Tree è finito, che un altro lavoro è stato fatto, che le cose vanno avanti, come ? a volte non riesce a darsi una spiegazione plausibile ma è così per lui, per Susie, per Earl, per tutti noi. One More Time With Feeling che sarà nei cinema italiani il 27 e 28 settembre è girato in bianco e nero, in 3D, per dare maggiore profondità all’abisso. Un abisso nel quale pulsa ancora la vita, non siamo ad una commemorazione funebre, vita e morte sono legate strettamente, e la regia, il montaggio, la fotografia di Dominik e del suo team ci porta ad uno stato ipnotico dove la commozione regna sovrana in una dignità esemplare. Andrew Dominik è il regista di Chopper, del capolavoro L’Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (dove Cave appare come attore/cantante della splendida ballata scritta su Jesse James), di Killing Them Softly e ora ritorna con questo film, con questa opera d’arte, realizzata per un amico e il suo bisogno di ritornare a galla, di respirare, dopo un anno e più di apnea.

One More Time With Feeling è ovviamente un pezzo di storia fondamentale per chi ama e segue Nick Cave ma il suo respiro è molto più ampio. Il film è per tutti, nessuno è esente da nascita e morte e, nonostante viviamo in un’epoca in cui la morte – come la malattia – viene respinta, mai affrontata, cercata di segregare nel nostro ostinato modo di vivere dove ‘va tutto bene’ sappiamo benissimo che le cose non stanno mai in questo modo e che questo atteggiamento non fa che amplificare la paura e la non conoscenza di ciò che, per ognuno di noi è inevitabile, quindi senza pensare di andare al cinema per soffrire regalatevi due ore di vita vera. Perché, come dice Cave, “there’s more paradise in hell than what we’ve been told”. “Just breathe, just breathe. I need you”.

One More Time With Feeling è passato alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Fuori Concorso.

 

 

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