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Omaggio al genio profetico di Jack London

9 Novembre 2016
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In occasione del centenario della morte (22 novembre 1916) e dei 140 anni dalla nascita (12 gennaio 1876), il Centro Teatrale MaMiMò, con una creazione collettiva del suo nucleo artistico, omaggia il grande scrittore americano con la pièce “Come il cane sono anch’io un animale socievole”.
Dopo il debutto dello scorso anno torna sul palcoscenico del Teatro Piccolo Orologio l’ultima produzione del Centro Teatrale MaMiMò. Lo spettacolo è liberamente ispirato ai racconti “La peste scarlatta” e “La Forza dei Forti” di Jack London, leggendario narratore e scrittore di inizio novecento, straordinariamente prolifico e rivoluzionario in ogni espressione della sua vita. La produzione letteraria di Jack London è enorme, e ancor più lo è pensando a quanto poco sia durata la sua vita. La peste Scarlatta, lungo racconto scritto nel 1912, descrive il mondo dopo un apocalisse causata da un virus che ha sterminato la popolazione mondiale e che, nella curiosa coincidenza della sua ambientazione temporale con i nostri giorni e il nostro prossimo futuro, si conferma un contenitore di temi e suggestioni di grande attualità.
Come il cane sono anch’io un animale socievole, sarà in scena sul palcoscenico di via Massenet venerdì 11, sabato 12 novembre alle ore 21 e domenica 13 novembre alle ore 17,  non sarà un vero e proprio adattamento teatrale dei due racconti londoniani, ma più un punto di partenza da cui iniziare un percorso per coinvolgere il pubblico in un’esperienza partecipata e interattiva. Ricreando attraverso il gioco e la suggestione del teatro alcune delle situazioni di maggiore intensità drammatica immaginate da London, gli attori chiederanno al pubblico di prendere posizione rispetto a dinamiche relazionali, comportamenti, reazioni emotive, scelte strategiche, e saranno pronti a sviluppare l’azione in un senso o in un altro in base alle risposte ricevute, sperimentando circostanze ed esiti diversi di serata in serata.
Nel 1912 Jack London scrive ‘La peste scarlatta’ sperimentando uno dei primi prototipi di narrativa “post-apocalittica”. Ambientata nel 2070, la storia narra le conseguenze devastanti di un’epidemia di proporzioni mondiali che nel 2013 ha sterminato l’umanità, facendo regredire in breve tempo le condizioni di vita dei pochissimi sopravvissuti sul pianeta ad uno stadio semiprimitivo.   
Il protagonista della vicenda è un vecchio professore di storia che cerca di raccontare ai suoi giovani nipoti ‘neoselvaggi’ l’epopea tragica di cui è forse uno degli ultimi testimoni viventi. Ma i ragazzi stentano a seguirlo. Il suo linguaggio colto e ricco di vocaboli suona loro bizzarro e spesso incomprensibile, abituati come sono ad una comunicazione elementare, esclusivamente funzionale alle necessità fondamentali della sopravvivenza quotidiana.
 La speranza di poter consegnare loro una traccia di memoria su cui iniziare a ricostruire il futuro di una nuova civiltà comincia a venir meno nella mente del Professore. Quale sarà allora il destino di questo campione di umanità casualmente sopravvissuta? Sarà per forza condannata a ripercorrere per secoli le tappe e gli sbagli delle generazioni che l’hanno preceduta e della cui esperienza si è perduta la memoria?   E’ questo il tema che viene emblematicamente affrontato anche ne ‘La forza dei forti’, in cui si racconta come lo sforzo evolutivo di un’anarchica tribù primitiva, quella dei ‘Mangiatori di pesce’, finisca ineluttabilmente col ripercorrere a tappe forzate la nascita e lo sviluppo del moderno capitalismo.  
‘La condanna di chi non rammenta il passato è replicarlo, la condanna di chi lo ricorda è vederlo replicare senza poter fare nulla per evitarlo’, sembra essere questa la dolorosa conclusione, ma la  fiducia che la ‘meraviglia incomparabile della civiltà saprà ad ogni modo risorgere’ non abbandona mai il vecchio narratore.
Sul palcoscenico di via Massenet vedremo Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri e Marco Merzi, creatori dello spettacolo insieme ad Emanuele Aldrovandi, Massimo Navone ed Angela Ruozzi.
Il progetto e la regia dello spettacolo, produzione MaMiMò, sono di Massimo Navone, regista stabile della compagnia, che nella sua lunga carriera ha lavorato con artisti come Franco Branciaroli, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Bui, Adriana Asti, Cochi Ponzoni, Enzo Iacchetti, Antonio Albanese, Enrico Bertolino, Gene Gnocchi. E’ autore di testi e adattamenti per il teatro, la radio e la televisione, ed è stato Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi dal 2003 al 2015.

Biglietti: 14€ e 12€.
Per informazioni e prenotazioni:  biglietteria@teatropiccolorologio.com – www.mamimo.it
tel. 0522-383178 dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30 e nei giorni di spettacolo.

Il 23 novembre lo spettacolo andrà in scena al Teatro Miela di Trieste all’interno del “JACK LONDON TRIBUTE”, evento unico per tutti gli appassionati di uno scrittore avventuroso e visionario che agli inizi del secolo scorso aveva già intuito, immaginato e raccontato temi umani, ambientali, sociali che oggi ci riguardano molto da vicino. Dal 22 al 24 novembre, tre giornate di racconti, aneddoti, omaggi e testimonianze, con reading, spettacoli, cinema, letteratura e momenti convivali alla scoperta di un autore famoso, ma poco conosciuto.

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