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Parassiti Fotonici

23 novembre 2017
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Un testo ben scritto, ironico, sarcastico, comico, grottesco, caricaturale e brillante. L’autore, Philip Ridley, è uno degli autori più innovativi e visionari del teatro e del cinema inglese e ama definirsi “uomo del Rinascimento per l’era multimediale”. Una compagnia, quella del Teatro Filodrammatici di Milano, già apprezzatissima due stagioni fa con N.E.R.D.S. Sintomi, guidata dal duo Fornasari/Amodio che, raccolta la lezione scespiriana pur non mettendola in scena, anziché cercare la familiarità nel riproporre i classici, la cerca nella realtà di tutti i giorni, resa metaforica da storie nuove, emozionanti e paradossali, divertenti e provocatorie, con lo scopo ambizioso di provare a rovesciare la formula e trasformare il contemporaneo in classico. Questi i protagonisti dello spettacolo Parassiti Fotonici che andrà in scena sabato 25 novembre, alle ore 21.00, al Teatro Piccolo Orologio. Sul palco di via Massenet la commedia di Philip Ridley, con la traduzione e la regia di Bruno Fornasari, vedrà in scena Tommaso Amadio, Federica Castellini, Elisabetta Torlasco.

La commedia di Philip Ridley, debuttata a Londra nel marzo 2015, mostra in chiave allegorica e provocatoria fino a che punto potrebbe spingersi una giovane coppia in attesa di un figlio, pur di riuscire a garantirsi la casa dei sogni. Ollie e Jill, neo-sposi, vengono avvicinati dalla Signorina Dee, una misteriosa emissaria del Comune di residenza, la quale si offre di regalar loro una casa da ristrutturare: a carico della coppia, tutte le spese. I due accettano, sperando di poter finalmente coronare il sogno di avere una casa di proprietà. Appena giunti al luogo dell’appuntamento scoprono però che quella promessa è tutt’altro che la casa dei sogni. Il garage è distrutto, le pareti trasudano muffa e tutt’intorno ci sono solo barboni, campi abbandonati e qualche altro rudere dismesso. Ollie ha paura che si tratti di una truffa ma Jill si è innamorata dell’idea di poter dare al loro bambino un futuro di agio e così la Signorina Dee riesce abilmente a convincere la coppia a firmare il contratto di acquisto a costo zero. L’affare è fatto, ma proprio durante la prima notte che passano dentro la nuova casa un vagabondo entra in cucina per rubare del cibo. Ollie scopre l’uomo e tra i due nasce una colluttazione nella quale il vagabondo rimane ucciso. Jill grida per lo spavento ma, non appena una strana luce irradia dal cadavere, ecco che la cucina diroccata si trasforma nella cucina dei loro sogni. Sembra un sogno ma è tutto vero. I due capiscono che deve esistere un legame misterioso tra il ripulire le strade dai vagabondi e guadagnarsi finalmente una casa con tutti i comfort. Decidono di agire di conseguenza… Durante la narrazione emergono elementi che ricordano un patto faustiano in piena regola. Ma vittima non sarà solo la coscienza.

“Parassiti fotonici (Radiant vermin nell’originale) è una parabola morale in forma di favola – introduce il regista Bruno Fornasari – in cui il modello di sviluppo occidentale viene criticato attraverso l’analogia col riciclo di rifiuti per migliorare il proprio benessere. L’idea di riciclo è uno dei must dell’attuale convivenza mondiale, perché dalla scarsità di materie prime e di fonti energetiche e dall’eccesso di scorie e rifiuti nasce l’urgenza di proteggerci e proteggere il pianeta dagli effetti collaterali della nostra neo-civiltà globale. I rifiuti sono la coscienza sporca del consumo, il suo lato oscuro, e l’idea di rovesciare quest’immagine negativa in una radiosa possibilità di futuro e riscatto è intrinseca al nuovo modello di capitalismo globale. Per questo il testo di Philip Ridley riesce a scovare il nodo irrisolto, subliminale, minaccioso che deriva dalla nostra attuale visione del mondo. Se riusciamo a convertire il brutto in bello, il rifiuto in risorsa, il barbone in cucina di design, avremo salvato il mondo, casa nostra e buona parte del nuovo mercato. E in più, cosa rara di questi tempi, avremo la coscienza pulita d’aver fatto del bene a noi stessi, ai nostri figli e alla società civile. Per questo anche i parassiti sono i benvenuti, a patto che riconoscano il loro ruolo e che accettino, al limite, di scambiare la loro vita con la nostra. Ma che ne sarà di noi, persone fisiche e non giuridiche, con le attuali regole del gioco?”

Informazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com – www.mamimo.it

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