*/?>
ruMORE

Per non dimenticare

25 Gennaio 2017
Print Friendly, PDF & Email

Il Club Unesco di Reggio Emilia, come ogni anno, partecipa allla Giornata della Memoria e pubblica il messaggio della Direttrice Generale dell’UNESCO, Irina Bokova.

«Il 27 gennaio si commemora il ritrovamento, nel 1945, ad opera dell’armata sovietica, dell’orrore del campo nazi-tedesco di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. In questa immensa macchina di morti, più di un milione e centomila persone, furono assassinate, di queste quasi un milione erano ebrei.

La Germania nazista ha anche perseguitato ed ucciso milioni di altre persone per motivi razziali, politici e di orientamento sessuale.
Iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, dal 1979, il sito di Auschwitz-Birkenau è un simbolo della crudeltà dell’uomo sull’uomo e la prova indelebile dei crimini commessi dall’odio razzista ed antisemita.
L’antisemitismo sa cambiare faccia: di volta in volta religioso, sociale, razziale o politico è, sempre, lo stesso odio che ferisce e che uccide. È il motivo per cui il ricordo dei crimini compiuti dal regime nazista e dai loro collaboratori deve essere una memoria attiva, per comprendere i meccanismi dell’esclusione, sapere sin dove arriva la violenza quando si
scontra con l’indifferenza, il rifiuto o l’oblio, e, conseguentemente, impedire che dei crimini di massa si riproducano. La storia ci aiuta anche a percepire meglio la specificità di quest’odio
qui e adesso, anche quando essa si cela dietro la critica astiosa e sistematica d’Israele.
La lotta contro tutte le forme di antisemitismo, di razzismo e d’intolleranza è la base del rispetto dei diritti di ciascuno.
Che degli esseri umani siano stati considerati come “superflui”, ed uccisi semplicemente perché erano nati ebrei, è un crimine universale che si ripercuote su tutta l’umanità, al di là delle differenze di religione, di opinione o di origine. Ritroviamo senza difficoltà gli echi di queste ideologie totalitarie nella violenza che si scatena oggi sulle popolazioni civili in differenti parti del mondo, nei discorsi di odio che si sviluppano sui social network.
In risposta, l’UNESCO è sicura che il potere della conoscenza, dell’informazione e dell’educazione siano strumenti di lotta all’antisemitismo, al negazionismo e a tutte le forme di razzismo. Più conosciamo la nostra storia e quella degli altri, più tessiamo dei legami con l’umanità. La trasmissione della storia favorisce la solidarietà e traccia un’umanità più unita, più giusta e più pacifica. I siti del patrimonio, i musei, i documenti e le tracce del passato svolgono, a questo proposito, un ruolo fondamentale nell’educazione, e possono aiutare ogni cittadino, di qualunque età , a denunciare le falsificazioni e le menzogne di coloro che sfruttano l’ignoranza, la paura e l’odio dell’altro.
L’UNESCO si impegna quotidianamente nell’insegnamento della storia dell’Olocausto e degli altri genocidi, a fianco degli studenti, degli insegnanti, dei responsabili educativi, in tutte le regioni del mondo. Questa aspirazione alla cittadinanza mondiale è al centro degli sforzi delle Nazioni Unite e invito nuovamente gli Stati membri ad integrare, nei loro programmi educativi, la storia dell’Olocausto e di altri genocidi e crimini contro l’umanità, come un richiamo alla tolleranza e alla pace».

Irina Bokova
Direttrice Generale dell’UNESCO
(Traduzione a cura del Centro per l’UNESCO di Torino)

 

Share

Commenti chiusi.