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Pisa lo spazio e il sacro

19 Marzo 2016
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Architetture storiche di alto prestigio nella città attuale. L’impegno responsabile di chi ne ha la proprietà, la gestione, la tutela e soprattutto di chi attende al loro attualizzante riuso deve poggiare sulle sicure basi della conoscenza e restituire la bellezza che ne era il fine prioritario. Ma si può dire di conoscere un’opera giunta a noi modificata o alterata? Affermare con certezza la sua identità affidata a regole di logica matematica e a contenuti di estrazione scritturale? Intuire la verità che è al di là dell’immagine? Oggi, quando se ne sono persi attraverso i tempi i criteri interpretativi. Tenteremo una risposta con l’analisi del più importante complesso dell’Occidente medievale cristiano.
Le fabbriche che, dalla metà dell’XI secolo, si vengono componendo nella Piazza dei Miracoli a Pisa, allora città commerciale e crocevia
culturale del Mediterraneo, sono un tema esemplare per percorrere le strade della conoscenza. Non un’architettura singola, ma un sistema. Non un’area artistica selettiva, ma un coacervo di culture in dialogo. Non una realizzazione sincrona, ma un tempo di oltre tre secoli dalla posa della prima
pietra della cattedrale, all’edificazione del battistero, alla conclusione del campanile. Straordinario campo di ricerca cui è seguito un riscontro singolare e inedito.
Un’unica mente ha concepito questo altrettanto unico insieme alla luce di una grammatica costruttiva che mutuava dalla classicità le norme del comporre e traeva dalle Sacre Scritture e dal pensiero mistico giudaico i significati da imporre. È quanto emerso dallo studio delle strutture, dal confronto tra le misure, dalla verifica – puntuale e insistita – delle proporzioni, dei ritmi, delle pause; è quanto derivato dalla constatazione che il numero è la matrice della forma.
Da qui l’esigenza di scavare a fondo nel processo compositivo, di aprire una via matematica all’esegesi dell’architettura, di decriptare il lessico delle pietre così che la loro dispositio – armonica consonanza di rapporti – suggerisca la trama metrica in cui si attua l’idea progettuale e restituisca la composita bellezza e le ragioni prime delle opere del passato.

 

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Aula Magna P. Manodori, v.le Allegri 9 Reggio Emilia
giovedì 17 marzo 2016 ore 17,30

incontro promosso da
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria
Fondazione Architetti
della Provincia di Reggio Emilia

con il patrocinio di
Comune di Reggio Emilia
Ufficio Diocesano Beni Culturali
di Reggio Emilia e Guastalla
Rotary Club
Reggio Emilia e Reggio Emilia-Val di Secchia
Deputazione di Storia Patria
per le Antiche Province Modenesi, Sezione di Reggio Emilia
Ordine Architetti
della Provincia di Reggio Emilia

coordina
Corrado GuerraDirettore Prima Pagina Reggio
indirizzi di saluto
Natalia MaramottiAssessore Sicurezza, Cultura della legalità e città storica
mons. Tiziano Ghirelli – Direttore Ufficio Diocesano Beni Culturali

interventi
Luigi Grasselli
la scienza per la conoscenza dell’arte
Walter Baricchi
contaminazioni e simbologie nel processo costruttivo
Franca Manenti Valli
una via matematica per l’architettura storica
dibattito

 

 

 

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