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PROGETTO CIBO. LA FORMA DEL GUSTO

26 Marzo 2013
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Allestita al Mart di Rovereto fino al 2 giugno 2013.

La mostra Progetto cibo-La forma del gusto, attraverso le sale fortemente illuminate allestite con lunghi tavoloni quasi da sala operatoria, approfondisce le relazioni fra design e cucina con uno sguardo internazionale, permettendo così di conoscere e rendere tangibile la straordinaria capacità del territorio di produrre eccellenze alimentari. Prodotti artigianali d’eccellenza, specialità locali e non, composizioni dolci e salate, prodezze industriali, creazioni dei migliori chef, giochi di senso.

L’esposizione rappresenta un’analisi per leggere il progetto (del cibo) partendo dalla bellezza e dalla sapienza dei prodotti “anonimi” come aveva già scritto Bruno Munari nel 1963 nel saggio “Good design” gioiello di acume e raffinata intelligenza, che con brevi testi e pochissimi disegni aiutava a rileggere, con rigore metodologico, gli elementi base della cucina.

Perché dunque cibo e design?
Dalla pubblicazione del fantastico e divertente ricettario “La cucina futurista” di Marinetti e Fillia dei primi anni trenta, è passato quasi un secolo, un periodo nel quale il rapporto fra antica tradizione del cibo e modernità dell’arte è diventato sempre più stretto per finire addirittura nella sfera di competenza del design. Perché il design, che è la sintesi tra utilità e bellezza, non poteva non occuparsi della progettazione di piatti ed alimenti.

La mostra si sviluppa attraverso il racconto di alcuni concetti chiave, quali:

  • il mangiare è un atto essenziale e così chiaramente vitale che i creativi possono immergersi nell’universo culinario e creare liberamente
  • la FORMA del cibo come FUNZIONE, scoprire soluzioni per migliorare il momento della degustazione in termini pratici dimostrando che la necessità della funzione può offrire uno spunto per ottenere soluzioni formali inedite (es. il portauovo fatto di pane e il cucchiaino tutto di miele)
  • la FORMA del cibo come DECORAZIONE, percepire gli alimenti come materie pure e con libertà superare le normali consuetudini immaginando modi nuovi di rendere belli e personalizzati gli oggetti edibili (es. le salsicce e il pane da toast decorati)
  • il CIBO come HUMOUR e METAFORA, progetti che fanno sorridere e solleticano, che rimandano e alludono, che sorprendono e sfidano, che ironizzano (es. la zolletta a forma di barchetta che si inabissa nella tazzina, gelati a forma di iceberg, gelatine a forma di edifici)

ma nel percorso espositivo si parla anche di sostenibilità, di ricerca e di etica…

Da vedere!

 

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