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PROGETTO LIGABUE di Mario Perrotta

12 Luglio 2013
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Il progetto curato da Mario Perrotta (www.marioperrotta.com) si sviluppa in 3 stadi e in 3 anni e ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue, artista morto nel 1965, e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri (RE), sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.

Perrotta, riscoprendo dunque Ligabue, rimette al centro della sua attenzione la marginalità (dopo averla esplorata a fondo nel progetto sull’emigrazione italiana), indagando la follia creativa che cambia le prospettive delle cose e dei luoghi, concentrandosi ancora una volta sulla parola “confine” e sulle sue implicazioni. Usare il fiume Po come confine e Ligabue per scardinare quel confine.

 

 

Un lavoro che è frutto di ricerca, incontri, interviste, nello stile che ha portato Perrotta a creare il suo spettacolo d’esordio “Italiani Cìncali” e che dà vita a un progetto coraggioso da qui al 2015: un vasto territorio coinvolto e una fitta rete di partner: www.progettoligabue.it.

 

 

A Castrovillari (Primavera dei Teatri) ha debuttato il 30 maggio, prima nazionale, “Un bès – Antonio Ligabue” il primo spettacolo-monologo che ha visto Mario Perrotta solo in scena di fronte all’uomo Ligabue. “Stare al margine è condizione disumana ma è anche angolo privilegiato di osservazione. Essere pazzo ti posiziona fuori, ma se dipingi con quella forza, forse sono gli altri che sono dentro. E nonostante questa consapevolezza, soffrire come un cane la mancanza d’amore…” cit.

 

 

Nel 2014 il progetto continuerà con lo spettacolo Un paesaggio interiore, la Svizzera e nel 2015 un grande progetto corale che coinvolgerà la cittadina di Gualtieri. Verrà occupato fisicamente il paese di Gualtieri e le sponde reggiane e mantovane del Po con attori, musicisti, danzatori, video-makers, artisti figurativi, facendo esplodere in tutte le sue contraddizioni il rapporto tra il folle e il paese, partendo dalla piazza e invadendo tutto il territorio intorno al fiume come scenario della vicenda.

 

Foto di Luigi Burroni.

 

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