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Riscoprire Federico Barocci

14 Febbraio 2017
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Ho tenuto il 9 febbraio scorso la conferenza, per la Deputazione di Storia Patria, su Federico Barocci (Urbino 1535-1612) un artista incredibilmente importante per la storia dell’arte.
E’ stato l’ispiratore, nella Visitazione, di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino e poi credo anche ispiratore di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio per il “Riposo dopo la fuga in Egitto”.
Guido Reni, per le sue Crocifissioni, ora a Modena e l’altra a Roma, è debitore del “Crocifisso Spirante”  a Madrid, Museo del Prado.
Chi più del tedesco Hermann Voss ha tratteggiato negli anni Venti del secolo scorso, poi tradotto, incredibilmente, nel 1994, nel suo “La pittura del tardo Rinascimento a Roma e a Firenze” la vita del Barocci ?
Scrive Voss : “ Federico Barocci ( Urbino 1535-1612) è la personalità più originale e coerente del tardo XVI secolo, nonché la più ricca interiormente e, tutto sommato lo si può ben dire, la più significativa.
Più avanti il Voss : “ Lo stile del Barocci, pur perseguendo, e anche raggiungendo, un’impressione di casualità, possiede anche qualcosa che rientra straordinariamente nelle regole”.
Lo stile del Correggio lo ritroviamo nel suo “Riposo durante la fuga in Egitto” e nella “Natività” ora a Madrid, Museo del Prado.
Ancora il Voss : “ L’artista ha preso in considerazione, ancora una volta un episodio tratto dalla vita di S. Francesco, dipingendo la Stimmatizzazione del santo”.
Qui ho inserito il quadro di proprietà della Fondazione Manodori “San Francesco d’Assisi riceve le stimmate”, olio su tela cm. 102×77, che altro non è che un bozzetto preparatorio della più famosa opera, con lo stesso titolo, che è nella  Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo ducale di Urbino e che misura cm. 359×249 (1594-95).
L’opera è stata eseguita su commissione di Francesco Maria II della Rovere per la Chiesa dei Cappuccini di Urbino, chiesa che appare sullo sfondo nella grotta dell’Averna, mente Francesco riceve le stimmate da Dio, che irrompe nella scena in una luce abbagliante.
C’è anche l’amico del Santo, Fra Leone che si copre gli occhi, proprio per questa luce divina.
Il dipinto del Barocci è stato definito come uno dei notturni più alti e suggestivi della pittura italiana tra il Cinquecento ed il Seicento.
Per ultimo una “scoperta” in itinere, il San Francesco del dipinto delle Stimmate, assomiglia al ritratto di Francesco Maria II della Rovere, sempre del Barocci, ora agli Uffizi.
Francesco della Rovere è stato uno dei protagonisti della Battaglia di Lepanto, nel 1571, con 2000 uomini, a fianco di Giovanni d’Austria.

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