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SAGA

17 Giugno 2013
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“SAGA. IL CANTO DEI CANTI”. L’OPERA EQUESTRE DI GIOVANNI LINDO FERRETTI.
Torna nei Chiostri di San Pietro dal 20 al 23 giugno 2013 un teatro di uomini, cavalli e montagne per evocare un futuro

ECO DI CALPESTII, FRAMMENTI DI CLAMORE

INCUPA, S’ABBUIA

TRAMONTO DI UN GIORNO.

TRAMONTO DI UN’ ERA.

NON VORREI ESSERE CHE QUI

IN QUESTA INCERTA ORA.

Ridare luce ai legami profondi e millenari tra uomini, cavalli e montagne, mentre finisce un’era. È il sogno divenuto realtà di Giovanni Lindo Ferretti che alla storia epica, dell’Alpe, contrafforte montuoso dell’Appennino Tosco Emiliano, e dei suoi abitanti, dalla preistoria ai giorni nostri, dedica Saga. Il canto dei Canti: un’ opera equestre – nata e cresciuta sul crinale tosco emiliano, ormai un pugno di borghi spopolati, da tre residenti e alcuni amici, sedici cavalli da crescere e montagne – che racconta dell’antico sodalizio tra uomini, cavalli e l’Alpe. E lo fa con un teatro contemporaneo “anomalo” che fonda la propria disciplina sull’arte equestre, ma la pratica con i cavalli della propria tradizione ritenuti inadatti a tale utilizzo per indole e temperamento; sceglie esclusivamente la luce naturale per illuminare lo spazio scenico, usa la potenza evocativa della parola per farne canto epico e utilizza la musica, componendola, per sostenere ed amplificare un racconto che affiora dai millenni.

“Il nostro – ha sottolineato Giovanni Lindo Ferretti – è un teatro anomalo, un work in progress perché è fondato su un branco di cavalli che crescono. Cresce la storia, crescono i cavalli, e speriamo di crescere anche noi. Questo spettacolo parla di noi, delle nostre montagne; aspiriamo a raccontare l’Iliade del nostro mondo: quella storia che va dalla nascita, alla fioritura, all’abbandono delle nostre montagne, quella storia in cui i cavalli hanno la capacità di far fiorire l’abbandono.”

Evocare un futuro, non rievocare il passato: è la ragion d’essere di Saga, il canto dei Canti; ed è la lezione di storia che consegnano i Chiostri benedettini di San Pietro che con il grande Chiostro cinquecentesco rispondono pienamente ad una vocazione scenica teatrale, ponendosi come “la più spettacolare cavallerizza del postmoderno” e la sede ideale per ospitare il progetto teatrale di Ferretti sia per lo straordinario artificio scenico che lo caratterizza, sia per il palcoscenico aperto sui quattro lati che non costringe il pubblico all’immobilità ma consente agli spettatori di accomodarsi e di deambulare sotto gli archi e tra i pilastri delle logge rinascimentali.

Strutturata come libretto d’opera con parole e canto di Giovanni Lindo Ferretti, musicati da Lorenzo Esposito Fornasari ed allestita a cura della Corte Transumante di Nasseta (libera compagnia di uomini, cavalli e montagne), con la collaborazione, per i costumi , di Davide Dall’Osso, in funzione di una messa in scena per un teatro di uomini e cavalli, Saga, il canto dei Canti ha come protagonisti i fieri cavalli maremmani e quelli forti d’Appennino. Solo grazie a loro è possibile raccontare la storia di questo antico legame perché è stata la transumanza annuale di cui sono testimoni viventi, da e per la Maremma, a cadenzare la vita nei secoli. Elegante, Scricciolo, Socrate, Tancredi, Ugolino, Assolo, Assenzio, M. Athos, Verbena, Tetide, Canusie, Cangrande  sono i nomi dei cavalli maremmani; Enea del cavallo appenninico; Kabul del cavallo crociato. Il signore delle parole in voce e canto è Giovanni Lindo Ferretti. In scena insieme a loro Marcello Ugoletti, il signore dei cavalli e Cinzia Pellegri, la signora della Corte. Cavalieri di Corte sono Omar Natali, Roberto Settimi, Ivan Tessaro,Mauro de Vergori. E si registra la partecipazione di Roberto Concezzi con i cavalli tolfetani Fanfara e Vita oltre a Topolino per il tiro pesante rapido. Uomini e animali insieme dunque per un teatro equestre scaturito dalla necessità di evocare un futuro che renda merito all’epica che l’ha generato. Un teatro come arte plastica la cui forza barbarica è affidata al corpo dei cavalieri e dei  cavalli in un dialogo serrato con la parola e con la musica depositarie di stupori, di antiche e sempre nuove memorie sullo sfondo dei bellissimi Chiostri di San Pietro.

Giovanni Lindo Ferretti. Nel panorama musicale da oltre 30 anni, cantante di CCCP Fedeli alla Linea, di CSI, di PGR, protagonista di incursioni nella musica popolare tradizionale con Ambrogio Sparagna, produttore di Ustmamò e di Disciplinatha. Oggi Ferretti, che da alcuni anni ha scelto di tornare sulle sue montagne, è cantore del teatro equestre.

Corte Transumante di Nasseta. Libera compagnia tra uomini, cavalli e montagne nata al Cerreto, nell’alta valle del Secchia, l’antica valle Orbana. La Corte alleva, doma e addestra cavalli maremmani, i cavalli italiani da lavoro per eccellenza, e cavalli appenninici. Il maremmano non è solo il cavallo italiano più famoso nel mondo, ma è protagonista dell’unica tradizione equestre che ha retto e attraversato la modernità nel nostro Paese, e che è riconoscibile ovunque anche grazie alla sua caratteristica bardatura. Questo cavallo è oggi testimone della storia di quello che fu un crinale cavalcante dall’epoca dei Celti e poi dei Romani, teatro del peregrinare di Maria Maddalena, delle guerre Goto-Bizantine, tra corti Longobarde e abbazie Benedettine, e lungo i valichi dei Santi: da San Colombano Abate, in Bobbio, a San Pellegrino Eremita d’Alpe.

Saga, il canto dei Canti

Elegante, Scricciolo, Socrate, Tancredi, Ugolino, Assolo, Assenzio e M. Athos, Verbena, Tetide, Canusie, Cangrande, cavalli maremmani

Enea, cavallo appenninico

Kabul, cavallo crociato

Ferretti Lindo Giovanni, signore delle parole

Marcello Ugoletti, signore dei cavalli

Cinzia Pellegri, signora della Corte

Omar Natali, cavaliere della Corte

Roberto Settimi, cavaliere della Corte

Ivan Tessaro, cavaliere della Corte

Mauro de Vergori, cavaliere della Corte

con la partecipazione straordinaria di Roberto Concezzi con Fanfara e Vita, cavalli tolfetani, Topolino tiro pesante rapido

 

scarica la cartolina dell’evento

 

Date, indirizzo, biglietti

– 20, 21, 22 e 23 giugno alle ore 20.

– Chiostro Grande dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, via Emilia San Pietro 44/C

– Biglietteria on-line: www.mailticket.it

– Prevendite: www.tosidischi.com

Nelle stesse serate alle 19.15  (con replica  dopo lo spettacolo) proiezione installazioni video di Leonardo Genovese: Eidos e Illune.
Due film di una trilogia dell’essenza dei luoghi, del tempo, dell’esistenza. Due video-cortometraggio, girati in analogico, su pellicola 35 mm: Eidos (2011), Illune (2012).  Un polittico  animato, che tende all’immobilità. Il  bosco  e la caverna, metafore platoniche, le uova, allegorie della germinazione, il pane, che alimenta i dialoghi delle generazioni.    A cura di Carlo Losi.

Info
Patrizia Paterlini – Ufficio Stampa – Assessorato Cultura e Università, Comune di Reggio Emilia
tel. +39 0522 456532 – patrizia.paterlini@municipio.re.itwww.fotografiaeuropea.it

 

 

 

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