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Severini, l’emozione e la regola

25 Marzo 2016
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Una bellissima sorpresa la mostra dedicata a “Gino Severini, l’emozione e la regola” fino al 3 luglio 2016 alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiani di Traversetolo, Parma.
Bel catalogo con gli interventi di Stefano Roffi, Daniela Fonti, Giovanni Lista, Alice Ensabell e Mauro Carrera.
La rassegna si articola in varie sezioni, si inizia con “Dal ritratto alla maschera” e un bellissimo ritratto della madre del 1907, poi Sephora Mossè del 1909, l’autoritratto del 1916 e “colpo di scena” Maternità del 1916, l’opera definitiva è ora a Ravenna esosta al MAR. La sezione continua con “La Fillette au lapin” del 1922, Ritratto di Paul Forte del 1930 e un fantastico “Ritratto della marchesa Maria de Seta” del 1937.
La successiva sezione è “La danzatrice è una metafora” e nel catalogo è scritto “La centralità che la figura femminile danzante occupa nella produzione futurista di Gino Severini, a partire dal 1910-11 e fino al 1915, è un dato talmente scontato da essere diventato tautologico”. In questa sezione una riproduzione fotografica dell’opera “La Danse du pan pan a Monico”, Danseuse et violiniste del 1915 e, tra i tanti, il capolavoro di Mamiano “Danseuse articulée”.
Altra sezione “La stagione della pittura decorativa”, è una sorta di “ritorno all’ordine” quando Severini viene chiamato dai coniugi inglesi a decorare il Castello di Montegufoni e in sintonia con il suo volume “Dal Cubismo al Classicismo”, dipinge “Concerto di maschere e marinai”, “I due Arlecchini” e un bel “Zeus partorito dal sole” del 1954 in collezione privata.
Altra sezione “Dal rigore cubista alla fantasia del secondo dopoguerra : il trionfo della natura morta”. con numerose nature morte dove spiccano quelle degli Uffizi e del Mart di Rovereto.
Interessante la “Natura morta con pere e bottiglia” , 1920, della Galleria Tega di Milano. La possiamo definire un’opera di Realismo Magico, tra Oppi e Donghi.
Poi la sezione “Il paesaggio dal vitalismo futurista al rigore cubista”, dove proprio anche nel titolo si adombra un Severini tra Futurismo e Cubismo. Un bel “Tramonto su due covoni” del 1905, della Fondazione Carima di Macerata, C’è anche un gradevole “Paesaggio toscano” del 1912 in collezione privata. Nella scheda l’opera viene definita “un unicum della sua produzione futurista” Alleluia!
Chiude il catalogo “Livre de peintre”, deliziose litografie del 1930, che in mostra troverete all’inizio, in bacheca.
Due parole sul “mio Severini” scoperto con il volume di Raffaele Carrieri “Il Futurismo” edito negli anni sessanta. Carrieri un pioniere nell’affrontare il Futurismo in quegli anni. Il volume ha tavole applicate e sono riprodotte numerose sue opere : dall’olio del 1911 “La danza del pan-pan”  al “Geroglifico dinamico al Bar Tabarin” del1912 finito al Moma di N. Y. assieme ai tanti Boccioni, per una politica culturale, negli anni del secondo dopoguerra, sbagliata.
Ricordo anche il volume su tutta l’opera grafica di Francesco Meloni, pubblicato proprio a Reggio Emilia, da Prandi, nel 1982. Qui è riprodotta una lito a colori, edita a Parigi nel 1962, tirata a 75 con un titolo significativo e con l’impronta futurista : “Omaggio a Boccioni”.
Una mostra, quella della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, tutta da vedere per conoscere uno dei firmatari del Manifesto Futurista assieme a Marinetti, Boccioni, Carrà e Russolo.

 

 

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. GINO SEVERINI “Denseuse articulée”, Fondazione Magnani Rocca
  2. GINO SEVERINI “Ritratto della marchesa De Seta”, 1937, Collezione privata
  3. GINO SEVERINI “Natura morta con pere e bottiglia”, 1920
  4. Ritratto fotografico di Gino Severini
  5. GINO SEVERINI “Maternità”, 1916, disegno preparatorio, Collezione privata
  6. GINO SEVERINI “Omaggio a Boccioni”, litografia, 1962, tirata a Parigi da Mourlot
  7. I firmatari del Manifesto del Futurismo, 1909: da sinistra Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Gino Severini
  8. GINO SEVERINI “Le Arti” bozzetto per la Triennale di Milano, 1933
  9. GINO SEVERINI “La fillette au lapin”, 1922
  10. GINO SEVERINI “Tramonto con due covoni”, 1905
  11. LOCANDINA MOSTRA
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