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The Neon Demon un thriller di bellezza fatale by Nicolas Winding Refn!

27 Giugno 2016
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Nicolas Winding Refn con il suo ultimo lavoro, The Neon Demon, offre un thriller contemplativo in cui si segue il debutto nel mondo spietato della moda di una giovane adolescente. Impressionante !

Sangue, sesso, violenza, necrofilia e cannibalismo il tutto magistralmente dosato e, il tutto, arricchito da una estetica di rara perfezione frutto del lavoro di un genio folle, indubbiamente convinto di ogni sua singola inquadratura tanto da farci pensare che Nicolas Winding Refn sia un regista con un talento illimitato. Dopo Drive, il danese e il suo cinema contemplativo, non hanno più alcun limite. Refn non fa film, fa esperienze personali. Quindi la sua determinazione nel lavorare senza porsi alcun limite o pre-condizione sono diventati, in assoluto, il suo più grande valore e la sua qualità distintiva. Trash, cinico, scabroso … si può dire tutto e il suo contrario ma la cosa fondamentale è che il tutto funziona, e funziona magnificamente ! The Neon Demon può essere scioccante, urtarti, nausearti, ma ti sorprende sempre, ti tocca nel profondo e nei punti giusti, e lo fa, dall’inizio alla fine. Rimanendoti nel cervello per giorni, settimane …

La bellezza. Seguiamo il viaggio di una giovane ragazza nel mondo spietato e assurdo della moda in una Los Angeles fredda e spoglia. Il suo nome è Jesse (interpretata da Elle Fanning). Lei ha 16 anni, ma deve dire che ne ha 19. Lei è bella, pura. Un po’ troppo forse, o forse no … non è poi così ‘innocente’. Sicuramente Jesse è carne fresca e susciterà ben presto la gelosia, la lussuria, l’invidia delle altre modelle, carne scaduta visto che hanno due anni più di lei. Fuori mercato. E a questo punto la disperazione le porta a vendere l’anima a chiunque mostri loro la via per rubare la bellezza fresca e la capacità di attirare l’attenzione di tutti che possiede Jesse. La bellezza non è importante, è l’unica cosa importante!

La Decadenza malata. Questo è il terzo film che Refn ha portato, in concorso, al Festival di Cannes, il regista della travolgente trilogia di Pusher, dello splendido e taciturno Drive con il suo attore amatissimo Ryan Gosling, Miglior Regia nel 2011, o il seducente Only God Forgives accolto più freddamente dalla critica nel 2013. Stessa sorte che ha subito The Neon Demon.
Fin dalla prima scena The Neon Demon ti rapisce. Una fotografia, a dir poco ammirevole, ci mostra Jesse su un divano bianco con il sangue che le cola dal collo e che si rovescia sul candore che la circonda. Il set è un soppalco vuoto illuminato da neon fosforescenti. Ha appena realizzato il suo primo servizio di moda per un giovane fotografo conosciuto su Internet. Una scena d’apertura che ben presto ci rimanderà al suo contraltare una donna che si rilassa in una vasca piena di sangue umano. Siamo tutti carne da macello. Colore saturo, intensificato e piani di sofisticazione artificiali dove i corpi diventano accessori che brillano congelati nella loro bellezza. Refn riprende l’estetica pubblicitaria certo di denunciarne il suo aspetto macabro e malaticcio.

E questo regista ci rende liberi, grazie anche alla performance di una attrice dal fascino inquietante, meravigliosa e morbida, come tutti gli altri protagonisti, che ci spingono sempre di più a cogliere la massiccia sostanza di cui è composto il film. Jena Malone, Bella Heathcote, Abbey Lee, Christina Hendrick, Keanu Reeves, Karl Glusman, Desmond Harrington, Alessandro Nivola, sono tutti ferocemente penetranti nel nostro immaginario. Dietro il suo lavoro sperimentale di forte impatto visivo, si nasconde una critica feroce del nostro mondo, dove il culto della bellezza e della perfezione regna sovrana. Ma senza mai essere ipocrita … il tema di The Neon Demon non è che l’importante è la bellezza interiore … eh no, non funziona così e Refn è un genio che non conosce la banalità.

 

 

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