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TRE DOMANDE A FLAVIO CAROLI

3 Gennaio 2013
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Il museo MAGA, lo scorso 24 novembre, ha inaugurato la mostra “Galliani, Busci. Un Passaggio di Generazione (Centro di Gravità Permanente) ” ideata e curata dal prof. Flavio Caroli, con cui prende avvio la nuova stagione espositiva del museo.

La mostra è una doppia personale dedicata alla produzione e alla ricerca artistica di due protagonisti dell’arte italiana, appartenenti a due diverse generazioni: Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954) e Alessandro Busci (Milano, 1971).

L’esposizione ideata da Flavio Caroli si propone nel segno della ricerca della qualità come “centro di gravità permanente”, ed è concepita come un duplice percorso espositivo, coerente e intimamente collegato, secondo un impianto antologico che segue una ritmica scandita per decenni, nella presentazione del lavoro di Galliani e per lustri, in quella di Busci.

Ne esce un dialogo ideale, tra un artista già storicizzato e un autore giovane ma affermato, che mostra le diverse modulazioni della poetica di ciascuno: una dimensione “classica”, “disegnata”, “mitica” quella di Galliani; “romantica”, “coloristica”, “visionaria” quella di Busci.

“Galliani ci propone un viaggio nell’archetipo della bellezza occidentale, un viaggio nel mito”, spiega Flavio Caroli. “Busci invece ci riporta all’arcano del visibile, a un mondo misterioso e futuribile, il cui primo cantore è stato Ridley Scott.”

La mostra rimarrà aperta fino a marzo.

Alla fine dell’inaugurazione abbiamo rivolto tre domande al prof Flavio Caroli sul futuro dell’arte e dei beni culturali (le stesse rivolte anche a Philippe Daverio e ad Antonio Paolucci nei precedenti articoli):

1) Quale sarà nel prossimo futuro il ruolo dei privati nella gestione e nella promozione del patrimonio dei beni culturali?

 

2) Il mercato dell’arte ha ancora un ruolo in galleria o sta occupando spazi in luoghi immateriali come il web?

 

3) Quali sono le nuove professioni del mondo dell’arte?

 

 

 

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