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TRE DOMANDE A PHILIPPE DAVERIO

13 Novembre 2012
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A REGGIO EMILIA PER I 30 ANNI DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI REGGIO EMILIA


Le celebrazioni del trentennale dell’istituzione dell’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia sono giunte all’atto conclusivo. Il ciclo di eventi “1982 − 2012. Trent’anni di Architettura Reggiana” si è chiuso con un finale di grande successo con il tutto esaurito: venerdì 5 ottobre, alle ore 17, presso l’Università di Modena e Reggio (Aula Magna Manodori) si è svolto il convegno dal titolo “REGGIO EMILIA 1982-2012”, al quale ha preso parte anche Philippe Daverio, intellettuale di grande rilievo sul panorama nazionale e Docente Ordinario di Disegno Industriale dell’Università di Palermo.

Il convegno ha ripercorso gli ultimi trent’anni di un’architettura reggiana che ha saputo esprimersi in numerosi esempi di eccellenza e ha fatto riflettere sulla figura professionale dell’Architetto di ieri, oggi e domani. Il tema è stato analizzato e interpretato da esperti come Leopoldo Freyre (Presidente Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C.), Walter Baricchi (Presidente Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Emilia) e Aldo Colonetti (Filosofo e Direttore di Ottagono).

Nel suo intervento “Crisi lunga e Architettura nuova” Daverio ha chiosato “Nel linguaggio architettonico, gli italiani hanno perso la capacità di esprimersi. Non abbiamo il coraggio di inserire nelle città antiche la nostra lingua di oggi. Ma dobbiamo anche fare una battaglia seria per la conservazione e contro il visionismo”.
Provocazioni anche su fatto che si è perso il dibattito culturale, i capannoni moderni sono orrendi, e il territorio è stato demolito dalla pianificazione, insomma “Abbiamo inventato l’architettura in 2500 anni e in una generazione demoliamo tutto”.

 

A chiusura di tutto questo intenso intervento abbiamo fatto tre semplici domande a Philippe Daverio in generale sul futuro dell’arte:

1) Quale sarà nel prossimo futuro il ruolo dei privati nella gestione e nella promozione del patrimonio dei beni culturali?

 

2) Il mercato dell’arte ha ancora un ruolo in galleria o sta occupando spazi in luoghi immateriali come il web?

 

3) Quali sono le nuove professioni del mondo dell’arte?

 

 

 

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