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VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

15 Febbraio 2012
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intervista a Teho Teardo.

Viaggiare è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è solo delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario, ed ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte…

(cit. L. F. Céline)

Domenica 5 febbraio al Teatro Asioli di Correggio ho visto la piece teatrale Voyage au bout de la nuit, Viaggio al termine della notte (testo di Céline del 1932) recitato da Elio Germano e accompagnato dalle musiche di Teho Teardo e Martina Bertoni.

Un testo di Louis Ferdinand Céline, che racconta le vicende di Ferdinand Bardamu, antieroe e alter ego dello stesso autore, attraverso il suo coinvolgimento nella Prima guerra mondiale, nell’Africa coloniale e nell’America del primo Dopoguerra attraverso il suo ritorno, nella seconda metà dell’opera, in Francia dove diventa medico. Un testo cupo, in cui si mescolano misantropia e cinismo, per approdare ad un pessimismo pressoché inconsolabile sulla natura umana, sulle istituzioni umane, sulla società e sulla vita in generale, ad un nichilismo senza possibilità di scampo.

Sul palco solo Elio Germano, Teho Terado e Martina Bertoni e il buio.

Elio, con voce magnetica, recita frammenti non consecutivi del testo che fondendosi con le sporcature sonore di un’interpretazione concitata e viscerale, lo rende alla fine sia sconnesso che coeso. Il connubio poi della chitarra suonata quasi a percussione e degli effetti elettronici incalzanti di Teho instaura un dialogo abilmente cadenzato con il suono grave e malinconico del violoncello di Marina. Per un effetto finale, rafforzato dal buio totale, che sprigiona angoscia, fino alla rabbia.

Uno spettacolo che arriva dirompente all’anima e che la travolge completamente, facendo uscire infine il disprezzo più cupo e il cinismo più caustico.

Prima dello spettacolo abbiamo incontrato Teho Teardo, compositore, musicista, già autore di numerose colonne sonore come La Ragazza del Lago, Il Divo, Una Vita Tranquilla e Il Gioiellino. Oltre a dedicarsi all’attività concertistica, Teho, attraverso l’etichetta indipendente Spècula, ha pubblicato diversi album che indagano il rapporto tra musica elettronica e strumenti tradizionali.

1)  Nel tuo sito http://tehoteardo.com/  ti descrivi come sound designer, ci puoi spiegare perché?

2) Come mai la scelta di un testo così difficile di Céline?

3) Come sei riuscito a trasformare nella pièce la parola in suono, a creare un ritmo incessante in grado di sublimare il senso di frustrazione e di ineluttabilità del destino umano, in cui la voce di Germano ne esce trasfigurata in uno strumento di enorme potenza?

4) Quali sono i tuoi progetti futuri?

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