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Welcome to USA!

22 gennaio 2018
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Due dei migliori film realizzati ultimamente sono passati dallo scorso Festival di Venezia. A dirla tutta, il concorso di Venezia 74. (edizione 2017) era davvero di alto livello e Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri) e La forma dell’acqua (The Shape of Water) facevano parte del notevole catalogo di lungometraggi che completavano la vetrina ‘in concorso’. Quest’ultimo diretto da Guillermo del Toro si è aggiudicato il Leone d’Oro, oltre al Golden Globe per la Migliore Regia e Colonna Sonora (Alexandre Desplat) mentre Tre Manifesti si è preso 4 Golden Globe: Miglior Film Drammatico e Miglior Sceneggiatura, Frances McDormand è la Miglior Attrice Drammatica, seguita da Sam Rockwell giudicato Miglior Attore non Protagonista. Oltre ad essere due film imperdibili nella loro estrema diversità hanno in comune il racconto del presente. Un presente molto americano anche se, ovviamente, alcuni stereotipi sono globali, e molto legati a questo triste periodo di era Trump. Martin McDonagh che ha diretto e scritto Tre manifesti è inglese, classe 1970, precedentemente ha diretto In Bruges e 7 psicopatici. Guillermo del Toro che ha scritto – insieme a Vanessa Taylor – e diretto La forma dell’acqua è messicano, classe 1964, precedentemente ha diretto molti film ricordiamo Il labirinto del fauno, Pacific Rim, La spina del diavolo. Insomma entrambi sono due non ben accetti nell’America di Trump, in particolare il ‘mangiafagioli messicano’ come direbbe il rispettabile Presidente USA. Tre manifesti a Ebbing, Missouri è a una prima visione più direttamente uno specchio della provincia americana che in massa ha votato il parrucchino ma anche La forma dell’acqua, se pur ambientato in pura ‘guerra fredda’ 1962 e con gli immaginari favolistici (leggi anche incubi come tutte le favole nere) tipiche dell’ottimo del Toro parla dell’oggi. La prima considerazione quasi ovvia che salta in evidenza è la ricerca di una giustizia da parte dei protagonisti che tarda ad arrivare e chissà se arriverà. Una giustizia che dovrebbe tutelare i più deboli, i ‘diversi’ (se esistono?) e che, altrettanto ovviamente, purtroppo non lo fa. Due film profondamente radicati nella disillusione che contraddistingue la nostra realtà e con due donne forti al centro, Mildred ed Eliza. La prima, una sempre straordinaria Frances McDormand apparente marmorea e pronta a tutto per scoprire chi ha assassinato la figlia, la seconda, una altrettanto straordinaria Sally Hawkins, apparentemente dolce e indifesa ma ugualmente decisa a difendere l’amore per una strana creatura marina che gli ‘umani’ vogliono assassinare. Loro complici: per la prima, un nano e un ragazzo che lavora in una scalcinata agenzia pubblicitaria, per la seconda l’amica e collega donne delle pulizie di colore e un ‘vecchio’ signore/amico omosessuale. Una banda di disperati ma con una umanità che tutte le istituzioni di contorno, dalla polizia alla popolazione di Ebbing – Missouri per Tre manifesti ai vertici militari in La forma dell’acqua non ne conoscono nemmeno l’esistenza. Chiaramente essendo film di grandissimi sceneggiatori nessun personaggio è bianco o nero, in particolare nel film di McDonagh le evoluzioni sono incredibili e hanno fatto vincere, giustamente, un Golden Globe ad un signor attore come Sam Rockwell. Del Toro rimanendo nel genere fiaba gioca più di archetipi senza scadere mai però nello scontato. Ed è proprio per questo che le storie, anche se non ve le abbiamo raccontate perché i film vanno visti, sono così attuali. Il fallimento di Mildred, la rabbia che la fa andare avanti come un caterpillar è il fallimento di un sistema che non si cura più delle sue vittime, del loro dolore e del loro bisogno di sapere la verità. La storia d’amore di Eliza è impossibile ma non perché il lui non è umano è una creatura ‘mostruosa’ ma perché i mostri intorno hanno deciso che lui è il male. Il male sembra, in entrambi i film, abitare una dimensione pervasiva ed inevitabile nella quale tutti siamo contagiati. Ma una differenza sostanziale dall’inizio delle storie c’è … alla fine non sono più sole. Tre manifesti a Ebbing, Missouri è nelle sale dall’11 gennaio mentre La forma dell’acqua arriverà il 14 febbraio.

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